Demolito lo stabile crollato in via della Farnesina

Aperto un passaggio pedonale. La lettera del parroco perché Ponte Milvio torni a vivere
Redazione - 13 Gennaio 2017

Il 9 gennaio 2017 è iniziata la demolizione del palazzo di via della Farnesina 5 (Ponte Milvio) pericolante dalla nottata del suo parziale crollo avvenuto tra il 23 e il 24 settembre 2016.

Oltre alle famiglie coinvolte direttamente dal cedimento della struttura anche gli esercenti di Ponte Milvio sono entrati in crisi a causa dell’interdizione alla viabilità predisposta dal Campidoglio.

Il 12 gennaio dopo che l’abbattimento della palazzina ha reso la zona meno pericolosa è stato aperto un passaggio che dal marciapiede lungo il muro di cinta della Chiesa Gran Madre di Dio finisce sul sagrato della stessa è questo ha posto fine ad un giro tortuoso e i pedoni possono raggiungere più facilmente via della Farnesina, via Orti della Farnesina e Ponte Milvio.

Dar Ciriola asporto

Ora si spera che le operazioni di rimozione delle macerie abbiano un step intermedio che permetta di liberare presto lo spazio sufficiente ad aprire una corsia per il traffico veicolare e dei mezzi pubblici.

“Nessun segnale dal Campidoglio, tranne una generica dichiarazione di intenti, che risale ormai a oltre un mese fa, a garanzia di mutui a tassi agevolati per la ricostruzione.
Nessuna garanzia né per prolungare l’assistenza del Comune alle famiglie alle quali è stata fornita, né per le procedure di ricostruzione che riguarderanno anche costosi sondaggi del sottosuolo.
I nostri concittadini, – conclude in una nota la consigliera comunale del Partito Democratico Valeria Baglio – sono stati lasciati soli ad affrontare tutto, senza l’aiuto né materiale, né morale del Campidoglio”.

Il 9 gennaio il nuovo parroco, don Luigi, ha scritto ai suoi parrocchiani.
Eccone un sunto.

Perché Ponte Milvio torni a vivere

Ho deciso di uscire e di aprire occhi ed orecchi per conoscere meglio la gente di Ponte Milvio.
Si dice giustamente che per amare bisogna conoscere.
Proprio in queste ore si sta provvedendo ad abbattere il palazzo semicrollato di Via della Farnesina.
Che triste spettacolo. Che colpo al cuore delle famiglie che vedono crollare con la casa tanti ricordi… una vita!
Ho sofferto anch’io ed ho pregato per loro ancora più intensamente.
Penso ai commercianti ed ai loro scarsi affari natalizi, penso ai centimetri in più occupati dai bar di piazza di Ponte Milvio e per questo multati.
Ma è così che si costruisce la democrazia, la solidarietà?

Fa molto freddo. Siamo pronti ad aprire le stanze della parrocchia e a distribuire coperte.
Tra qualche settimana alcune famiglie inviteranno a pranzo i nostri poveri per conoscerci meglio e fare qualche progetto di promozione umana.
I giovani si stanno attivando: oratorio, teatro, calcetto, doposcuola, è un inizio promettente.
Tutti i volontari sono benvenuti.
Per le coppie e le famiglie ferite per diverse situazioni ci stiamo formando all’accoglienza ed al dialogo.
Anche questo è un campo enorme che richiede attenzione e tanta disponibilità.

In chiesa si prega: la domenica, il venerdì sera adorando il Signore nell’eucaristia, ogni giorno.
E’ la preghiera dei bambini, degli anziani, delle persone semplici che sostiene il nostro impegno pastorale.

Sogno una popolazione nel nostro quartiere più coesa e presente ad ogni iniziativa a favore dell’uomo, di ogni uomo e donna.
Abbiamo bisogno gli uni degli altri perché Ponte Milvio torni a vivere.

Buon anno 2017 a tutti coloro che condividono la mia ansia, ma anche agli altri che sembrano – e forse non lo sono – indifferenti.

don Luigi


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