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Cinema Aquila: denunciata la sindaca Raggi per violazione statuto comunale

Dall'Associazione Radicale Ecologista al Prefetto di Roma, al Difensore Civico del Lazio, al Presidente dell’ANAC, alla Presidente della Commissione antimafia e al Direttore dell’Agenzia del Demanio
In data odierna, 19 settembre 2016, sono state depositate, dal presidente dell’Associazione Radicale Ecologista, Fabrizio Cianci, cinque denunce a carico della On. Virginia Raggi per violazione dello Statuto Comunale di Roma Capitale e lesione dei diritti civici, rispettivamente al Prefetto di Roma, al Difensore Civico del Lazio, al Presidente dell’ANAC, alla Presidente della Commissione antimafia e al Direttore dell’Agenzia del Demanio.
Oltre cinquecento cittadini hanno sottoscritto, in soli due giorni, una Interrogazione d’Iniziativa Popolare rivolta alla Sindaca On. Raggi, finalizzata a chiedere risposte sul futuro del Nuovo Cinema Aquila. Il bene, confiscato alla “Banda della Magliana”, è stato trasferito nel 2003 al patrimonio indisponibile di Roma Capitale.
Il Cinema è quindi soggetto alle normative antimafia e deve essere gestito per «finalità sociali» direttamente dall’ente comunale o affidato a cooperative sociali, attraverso un bando pubblico di assegnazione.
«I cinquecento cittadini che hanno sottoscritto l’Interrogazione – afferma Fabrizio Cianci, segretario degli Ecoradicali, nonché promotore e primo firmatario – hanno posto all’Amministrazione la necessità di agire dentro la legalità perché il Nuovo Cinema Aquila torni a svolgere il proprio ruolo culturale.»
A norma dello Statuto, è fatto obbligo al Sindaco rispondere «in forma scritta alle interrogazioni ed interpellanze popolari entro sessanta giorni dal deposito, ovvero in questo caso il 1° settembre – ricorda Cianci – ma, ad oggi, 19 settembre, non è pervenuta alcuna risposta. La Sindaca Raggi, esponente di un partito che ha fatto dei “cittadini” un punto qualificante della propria propaganda di opposizione, una volta al potere, adotta gli stessi rituali di illegalità antidemocratica della vecchia partitocrazia, violando uno Statuto comunale che, in attuazione dei principî costituzionali e comunitari, assume come suo principio programmatico “l’assicurare la più ampia partecipazione degli appartenenti alla comunità cittadina, singoli o associati, all’amministrazione locale”».
«L’Amministrazione ha invece trovato tutto il tempo – prosegue Fabrizio Cianci – per immaginare un trasferimento del Cinema al Municipio 5, che intenderebbe affidare “temporaneamente” la struttura a un gruppo di associazioni vicine al neo-Presidente grillino. Si profilerebbe, quindi, un affidamento diretto che viola le leggi nazionali e le direttive europee, rispetto a un bene che appartiene a tutti i cittadini romani».
Lo scorso 13 settembre il neo Assessore alla cultura Luca Bergamo ha annunciato una delibera che «entro due, tre settimane» dovrebbe approdare in Consiglio comunale.
«Valuteremo attentamente la delibera – conclude Fabrizio Cianci – segnalando alle autorità competenti eventuali ulteriori violazioni».

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