Deposito Atac: il Consiglio del VI chiede un percorso partecipato

In un ordine del giorno approvato all'unanimità
di Isabella Perugini - 15 Dicembre 2007

Nella seduta del Consiglio del 12 dicembre si è discusso della trasformazione del Deposito ATAC di Porta Maggiore davanti a numerosi cittadini. Al termine della seduta è stato approvato, all’unanimità, un ordine del giorno proposto dalla maggioranza che chiede all’Assessore Morassut di non procedere all’individuazione degli strumenti urbanistici necessari ma di avviare un percorsod i partecipazione con il coinvolgimento del Municipio e dei cittadini del Pigneto che abbia come finalità quella di individuare delle soluzioni che portino ad una efficace e condivisa ipotesi di trasformazione.

Il Presidente della Commissione Urbanistica, Giammarco Palmieri ha dichiarato: “La trasformazione del deposito ATAC può essere una grande opportunità per il Pigneto di portare in una struttura oggi poco compatibile con la realtà della città consolidata servizi, funzioni pregiate, qualità urbana ed ambientale. Proprio perché l’opportunità è grande, il rovescio della medaglia può essere un grande rischio, cioè quello di non riuscire ad elaborare un progetto che i cittadini sentano proprio.”. Il Presidente del Consiglio Municipale, Gianluca Santilli, ha riferito: “L’unica soluzione è dare vita ad un ampio processo di partecipazione e coinvolgimento dei cittadini che dia un senso compiuto al progetto, per trasformare metri cubi di cemento in un elemento di crescita sociale e culturale del Pigneto. Ci vogliono servizi di qualità per il quartiere, ampi spazi verdi e di pregio.”.

L’assessore Frontoni ha invece dichiarato che “la mozione recepisce pienamente quelle che sono state le valutazioni del territorio emerse nelle varie assemblee. I cittadini e le forze politiche vogliono ridiscutere dall’inizio il processo di trasformazione urbanistica dell’area. Il deposito ATAC è un luogo con un forte valore identitaria per il quartiere. Cogliamo questa opportunità per venire incontro alle necessità ed ai bisogni di un quartiere carente dal punto di vista urbanistico.”.

Isabella Perugini


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