Un cast di quindici elementi, diretto da
Geppy Gleijeses, per inscenare una delle opere più indicative della poetica di Eduardo.
Michele Murri, impersonato dallo stesso Geppy Gleijeses, è appena uscito dal manicomio. La sorella Titina, quarantenne vedova, che ha nascosto a tutti la malattia di Michele (
“ci sono malattie che non si possono confidare”) è fiduciosa e confida in un ritorno in affari del fratello. Per prima cosa cerca di sbarazzarsi dell’inquilino Luigi Strada, impersonato da
Lorenzo Gleijeses, artista, letterato, medico, la cui stravaganza è liminale alla follia, che ha occupato la stanza di Michele Murri durante il suo periodo di assenza.
Michele Murri, però, guarito non è: prende alla lettera gesti e parole, non comprende metafore e perifrasi “
c’è la parola adatta, perché non la dobbiamo usare!”, fa associazioni elementari e ha un approccio infantile, elementare con la vita e non comprende le ipocrisie, la retorica del linguaggio. Il mondo per lui è
“a capa sotto” , come il panorama ben visibile dalla finestra in scena: il sole che tramonta salendo e palazzi sottosopra. E soprattutto ai suoi occhi il folle, il diverso è il giovane Luigi Strada, specchio ustorio contro cui rivolgere le accuse di follia causando una serie di equivoci e malintesi propri del genere
pochade.
DITEGLI SEMPRE DI SI rappresenta un importante passaggio di testimone di Geppy Gleijeses col figlio Lorenzo. I due, diversi per scelte artistiche ma complementari per tradizione e generazioni culturali, percorrono il ponte dell’arte tra la memoria del testo e la contemporaneità della regia. Nel ruolo che fu di Titina, un attore duttile e straordinario come
Gennaro Cannavacciuolo, già compagno di scena in molti successi ed ora impegnato in una ulteriore trasformazione totale, che rende merito a tutta la sua specificità d’artista doppio,
en travesti.
Tragedia della pazzia vera e dichiarata, questa di un De Filippo ancora incerto tra il pirandellismo imperante e uno Scarpetta padre dal quale affrancarsi, fu scritta nel 1927 proprio per un altro Scarpetta Vincenzo, fratellastro di Eduardo.
TEATRO QUIRINO: via delle Vergini 7, Roma –
www.teatroquirino.it
Per informazioni e prenotazioni biglietteria del teatro Quirino (ore 10/19 – lunedì riposo) .
Calendario recite
martedì 24 marzo ore 20.45
mercoledì 25 marzo ore 16.45
giovedì 26 marzo ore 20.45
venerdì 27 marzo ore 20.45
sabato 28 marzo ore 20.45
domenica 29 marzo ore 16.45
martedì 31 marzo ore 20.45
mercoledì 1° aprile ore 19.00
giovedì 2 aprile ore 16.45
venerdì 3 aprile ore 20.45
sabato 4 aprile ore 20.45
domenica 5 aprile ore 16.45
martedì 7 aprile ore 20.45
mercoledì 8 aprile ore 19.00
giovedì 9 aprile ore 16.45
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