Dopo la manifestazione del 26 giugno in via Maddaloni dilagano le polemiche

Tra il Comitato e le forze politiche, numerose prese di posizione. Interviene anche il presidente del VI Giannini

E’ stata notevole la partecipazione di cittadini alla manifestazione di protesta sul tema sicurezza e degrado svoltasi martedì 26 giugno 2007 in via Maddaloni angolo con via Aversa, promossa dal “Comitato area verde Largo Preneste”, con la collaborazione del “Comitato della Stazione Prenestina”. Una manifestazione, tengono a precisare gli organizzatori “regolarmente autorizzata dalla Questura Centrale, con orari e percorso rispettati dai partecipanti”.

Tra le ragioni che hanno spinto a manifestare, la principale è stata la richiesta di sgombero dell’insediamento abusivo presente nel terreno privato di via Maddaloni e per avere la presenza di postazione fissa delle forze dell’ordine in quel quadrante.

Il corteo, partito da via Aversa e snodatosi per via Acqua Bullicante, via Prenestina, via Sorrento, via Ariano Irpino si è concluso in via Maddaloni, dove si è tenuta un’assemblea aperta, a cui hanno parlato i membri dei Comitati organizzatori. Per quanto riguarda le forze politiche e le istituzioni comunali e municipali invitate dal Comitato, erano del tutto assenti rappresentanti dei partiti di maggioranza comunale e municipale ed erano invece presenti il consigliere di FI Mauro Corsi ed una robusta delegazione di consiglieri di An: Laura Marsilio, vice presidente Consiglio, Flavia Siviero, capogruppo, e Massimiliano Ciccocelli accompagnati da Marco Marsilio, capogruppo in Campidoglio, e dai deputati Fabio Rampelli e Gianni Alemanno. Quest’ultimo è intervenuto sui temi della Sicurezza che nei recenti mesi lo hanno visto impegnato come Presidente della Federazione romana di An in incontri con il Prefetto di Roma e il Governo.

A seguito della manifestazione si è aperto un vasto fronte di polemiche tra le forze politiche. Ecco qui di seguito un ampio ventaglio di posizioni sia di maggioranza che di opposizione.

Santilli: abbassiamo i toni

“Finalmente alcuni personaggi hanno gettato la maschera dimostrando di avere più a cuore la visibilità propria e del partito di riferimento (An) che i problemi dei cittadini” ha affermato Gianluca Santilli, Presidente del Consiglio del Municipio Roma 6 (Ulivo). “E’ curioso il comportamento di chi carpisce notizie presso il Municipio per poi organizzare manifestazioni che chiedono quanto già predisposto da questa Amministrazione da tempo cercando di attribuirsene il merito. Finalmente ora sappiamo con chi abbiamo a che fare: un partito che fa parte dell’opposizione, Alleanza Nazionale. Ci spiace solo per il disagio arrecato ai cittadini con il blocco di via dell’Acqua Bullicante e via Prenestina. Sappiamo che erano presenti tutti i Consiglieri di Alleanza Nazionale ed anche un dirigente del calibro di Alemanno. Forse ci sarebbero voluti un po’ più di senso di responsabilità e dei toni più bassi” ha continuato Santilli.

Il Presidente del VI Giannini: c’è AN dietro il Comitato di Quartiere

"Ci piacerebbe capire se tutte le volte che abbiamo discusso con i responsabili del comitato Area Verde di Largo Preneste ci siamo trovati di fronte cittadini che si battevano per la riqualificazione del loro quartiere o dirigenti locali di Alleanza Nazionale" ha affermato il presidente del Municipio Roma 6 Teodoro Giannini.
A suo parere, la manifestazione per lo sgombero del "pratone Maddaloni" si è trasformata in un evento gestito da Alleanza Nazionale e che ben lungi dall’essere una pacifica e tranquilla passeggiata per le vie del quartiere, volta a sensibilizzare l’amministrazione sul problema dell’insediamento abusivo di via Maddaloni, si è trasformata in un blocco stradale capeggiato da Alleanza Nazionale.
"I rappresentanti del Comitato di Quartiere sono stati da me ricevuti nei giorni scorsi ed hanno ottenuto le più ampie rassicurazioni sul fatto che l’area abusivamente occupata verrà presto liberata.  Nonostante questo hanno organizzato insieme a, o forse per conto di, Alleanza Nazionale una manifestazione che non fa altro che provocare disagi ai cittadini, creare ingiustificate tensioni nella zona, alimentare un vergognoso clima di scontro".
"Stiamo lavorando, con la Giunta e l’intera maggioranza, per la zona di largo Preneste, abbiamo trovato soldi e soluzioni per dare risposte definitive ai problemi che ben conosciamo", prosegue Giannini, "tuttavia riteniamo che un Comitato di quartiere non possa diventare un pezzo di un partito, soprattutto per rispetto dei tantissimi cittadini che vi hanno aderito".
"In ogni caso – conclude il presidente del Municipio Roma 6 – da oggi in avanti considereremo chi guida il comitato come un esponente di Alleanza Nazionale e non più come il rappresentante di un raggruppamento civico".

Ulivo: inopportuno il blocco

“Campeggiano per le vie del quartiere manifesti di Alleanza Nazionale, con tanto di nomi di consiglieri vari, che pubblicizzano la manifestazione del 26 giugno sul “pratone Maddaloni”. Credevamo si trattasse di una manifestazione del Comitato di Quartiere, ma a questo punto è evidente l’imbroglio che AN, con l’evidente complicità di chi guida il comitato, sta perpetrando ai danni dei cittadini, convinti di partecipare ad una manifestazione civica e che invece si sono trovati ad una manifestazione di partito alla presenza di dirigenti locali e nazionali di An” è stato il commento di Giammarco Palmieri, capogruppo dell’Ulivo nel Municipio Roma 6, e Massimiliano Valeriani, Consigliere Comunale dell’Ulivo, che concludono:  "Da tranquilla passeggiata del Comitato di Quartiere, la manifestazione si è trasformata in un blocco stradale guidato da Alleanza Nazionale, che, evidentemente, utilizza il Comitato di Quartiere, sempre ricevuto e rassicurato dal Presidente del Municipio, per carpire informazioni e distorcerle a proprio uso e consumo."

AN: Il Centro Sinistra spieghi le sue ragioni in piazza

“Il Centro Sinistra scenda in piazza a spiegare le ragioni del decennale degrado e i tempi delle riqualificazione delle aree” , ha affermato la capogruppo Flavia Siviero sulle polemiche al vetriolo innestate dal Centro Sinistra all’indomani della manifestazione. “In tutto il Municipio sono presenti decine di campi di senza fissa dimora che rendono difficile l’identificazione delle persone ed il controllo del territorio da parte delle Forze dell’Ordine alle quali va la nostra stima per il lavoro quotidiano che svolgono a difesa dei cittadini.”
“L’esasperazione dei cittadini raccolta dai comitati deve essere interpretata dalle Istituzioni come un campanello di allarme sull’urgenza di dare risposte concrete e attenzione alle periferie degradate abbandonate e illuse da decenni di governo di Centro Sinistra, sia sul tema delle baraccopoli e della Sicurezza che sul tema del verde abbandonato e non acquisito dal Comune Roma che lascia sulla carta inattuati i Piani urbanistici di riqualificazione, come il ‘Piano Casilino’ che comprende il ‘pratone’ di Via Maddaloni, nonché il risanamento delle strade considerate ancora ‘private’”, ha sottolineato Laura Marsilio. “Sorridiamo alla contraddizione di un Sindaco che oggi va in Romania per proporre il rientro dei romeni che invadono i campi abbandonati delle nostre città, mentre nel 2005 all’indomani dello sgombero dell’accampamento della Snia Viscosa qui sempre a Largo Preneste trattenne a spese del Comune di Roma gli allora più di mille accampati romeni non ancora cittadini comunitari e secondo la legge sull’Immigrazione destinati all’espulsione”, hanno ricordato Rampelli e Marsilio.

Francesco Sirleto (Rifondazione comunista): “No ai piani che prevedono la cementificazione selvaggia”

“Se il modo di rispondere al problema delle aree verdi – dichiara il consigliere Francesco Sirleto (capogruppo di Rifondazione in VI Municipio) – è quello di dare il via libera ai piani, presentati da ben noti lottizzatori e palazzinari romani, che prevedono la costruzione di 1.000 appartamenti e di una quota corrispondente di non residenziale, sconvolgendo così le aree verdi rimaste non cementificate dalla speculazione, è chiaro che non possiamo essere in alcun modo d’accordo. Se la consigliera Marsilio sostiene, invece, che va accolta, nella sua ultima variante, il progetto denominato Piano Particolareggiato Casilino-Prenestino, che prevede una edificazione per 240.000 metri cubi di cemento e, soprattutto, lo stravolgimento di un polmone verde come il Parco Somaini, allora si capisce bene da che parte stanno coloro che difendono uno sviluppo ambientalmente sostenibile e coloro, invece, che tentano di far passare enormi operazioni speculative per riqualificazioni urbane.
In realtà – continua Sirleto – il territorio del VI Municipio è uno dei più intensamente urbanizzati dell’intera periferia romana, con quartieri costruiti negli anni Cinquanta e Sessanta in barba ai più elementari vincoli urbanistici, ambientali ed edilizi. Se si è riusciti a salvare una buona fascia di verde, strappandolo alle previsioni edificatorie dello SDO (Piano Regolatore del 1962) ciò lo si deve alla lotta dei cittadini, dei partiti della sinistra e delle associazioni ambientaliste, che hanno imposto il Piano delle Certezze e gli altri vincoli che hanno permesso di salvaguardare finora quelle aree. Lo si deve anche al governo di centrosinistra, tanto al Comune che in VI Municipio che, in questi ultimi 13 anni, ha più che triplicato il verde pubblico a disposizione dei cittadini: altro che abbandono delle aree verdi! E anche per quanto riguarda il tema delle baraccopoli, i cittadini non dimenticano che è stato proprio il centrosinistra a portare a termine operazioni complesse quali lo sgombero della baraccopoli di via Tolmezzo, di Casilino 700 e della SNIA Viscosa, e ciò nonostante le strumentalizzazioni e le esasperazioni tentate, di volta in volta, dalla destra. Per quanto concerne inoltre la manifestazione del 26, contrariamente a quanto sostenuto dagli organizzatori, nessun invito è pervenuto al Gruppo di Rifondazione comunista, mentre è vero, invece, che già nei giorni precedenti si vedevano, sui muri del quartiere, manifesti di AN che annunciavano la manifestazione come fosse un’iniziativa di partito, e non spontanea”.

Il Comitato di Largo Preneste: “Il nostro presidente non è un dirigente di An”

In un lunghissimo comunicato il Comitato di largo Preneste, dopo un dettagliato resoconto delle sue attività, tiene a sottolineare “che il Presidente del Comitato Spontaneo ‘Area Verde di largo Preneste’, non solo è un normalissimo lavoratore dipendente, ma che nelle ultime elezioni amministrative il suo comitato ha partecipato, con i suoi membri, a sostenere l’attuale maggioranza amministrativa, la quale è stata invitata a partecipare alla manifestazione del 26 giugno cui sono stati invitati gli esponenti di tutte le forze politiche per partecipare e rispondere alle domande. La mancata presenza dei consiglieri di maggioranza alla manifestazione ha provocato la delusione di moltissimi cittadini loro elettori, che hanno comunque ascoltato gli unici che hanno aderito all’iniziativa di protesta, consiglieri ed onorevoli della Cdl, tra i quali l’on. Gianni Alemanno, i quali si sono rivelati attentissimi alle richieste della gente presente e dei comitati promotori, i quali ringraziano per l’importante intervento. Quindi, i comunicati stampa accusatori, di alcuni amministratori locali, lasciano il tempo che trovano. Non solo, dimostrano che i temi toccati con la manifestazione sono un’emergenza reale alla quale essi non hanno voluto rispondere, prendendo tempo e dichiarando che scenderanno loro stessi in piazza per dare una loro risposta. Bene, è quello che il Comitato andava cercando: una risposta seria, ma che ci sia, non come quelle fatte in passato, anche in televisione, e che sono rimaste le solite promesse”.

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