Categorie: Fatti e Misfatti
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Due comportamenti per ricordare Ustica – Vilipendio impunito – Tre deleghe per tre

Fatti e misfatti di giugno 2013

Due comportamenti per ricordare Ustica

“Trentatre anni fa – nei cieli di Ustica – un DC-9 dell’Itavia esplose misteriosamente e precipitò in mare con 81 passeggeri a bordo”.

La triste ricorrenza, oggi, è stata celebrata solennemente dal Capo dello Stato il quale ha lanciato questo appassionato e forte monito: si superino le indagini che sono andate avanti fino ad oggi fra inquietanti ombre ed opacità, si accertino una volta per tutte le vere responsabilità, anche estere, e si renda finalmente giustizia, così come stabilito dalla Corte di Cassazione, ai parenti delle povere vittime. Ma la triste ricorrenza è stata vergognosamente “sporcata”, contemporaneamente, da voci più che attendibili secondo le quali l’ Avvocatura dello Stato starebbe invece valutando di ricorrere proprio contro quella sentenza della Corte di Cassazione per rigettare le motivazioni alla base dei risarcimenti dovuti dallo Stato ai parenti delle povere vittime. Una sola domanda: ma in quale Italia si sta vivendo?

Vilipendio impunito

“Ricevendo Silvio Berlusconi al Quirinale – ha scritto, sul suo “blog”, Beppe Grillo – è come se Herbert Hoover, presidente degli Stati Uniti negli Anni Trenta, avesse invitato Al Capone per discutere sul mercato degli alcoolici”.

Beppe Grillo – ormai si sa – ha idee tutte sue sulla democrazia, sulla storia patria e non patria, sul rispetto delle Istituzioni anche più alte, sulla non colpevolezza fino all’ultimo grado di giudizio, sulla saggezza di un fare o di un non fare nell’interesse del Paese, di un dire o di un non dire da parte di un comico offertosi alla politica. Ma quello è il personaggio. Quello che non dovrebbe essere accettato, tuttavia, è il suo ricorrente attacco al Capo dello Stato. Questa volta, addirittura, additato come colluso con un Berlusconi-Al Capone. E questa non è più libertà di pensiero e di espressione: è vilipendio alla più alta carica dello Stato e, come tale, da sanzionarsi. O per Beppe Grillo non vale? E, se non vale, perché?

Tre deleghe per tre

“Le tre deleghe che erano state attribuite a Josefa Idem – per decisione del Consiglio dei Ministri – non sono state attribuite ad un nuovo Ministro, ma sono state “spacchettate” in tre diversi Dicasteri già esistenti: le pari opportunità al Viceministro del Lavoro, Maria Cecilia Guerra, le politiche giovanili al Ministro dell’Integrazione, Cécile Kyenge, lo sport al Ministro per gli affari regionali e per le autonomie, Graziano Delrio”.

Come mai? Forse il Consiglio dei Ministri non ha trovato un’altra possente canoista la quale fosse in grado di pagaiare tutte e tre le deleghe insieme verso traguardi d’oro.

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