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Edifici INPDAP pericolanti in via Montecassiano, nel V municipio

Il gruppo del PD presenta un'interrogazione urgente al Sindaco

Il gruppo del PD al Comune di Roma ha chiesto in un’interrogazione presentata al Sindaco, di intervenire urgentemente per evitare il verificarsi di una possibile tragedia nel quartiere di San Basilio,  in via Montecassiano 78, dove alcuni edifici INPDAP sono stati ritenuti pericolanti da numerose perizie. Nelle 5 palazzine di via Montecassiano abitano, dal 1991, 124 famiglie. (Stessa richiesta è arrivata anche dal Presidente del V municipio)

“La nostra niziativa – ha dichiarato il consigliere Daniele Ozzimo – segue la verifica dell’Ufficio Stabili Pericolanti che ha effettuato un ulteriore sopralluogo il 10 luglio dal quale non sono scaturiti provvedimenti.

"Eppure – prosegue Ozzimo la reale stabilità delle palazzine a seguito di varie perizie appare quantomeno preoccupante. I tecnici intervenuti, secondo gli abitanti degli stabili hanno fatto dei rilievi molto approssimativi o quasi nulli. Per questo motivo e per le vicende che hanno caratterizzato questi stabili nei quasi 20 anni dalla loro costruzione, abbiamo chiesto l’intervento del Sindaco per verificare che gli accertamenti siano fatti in modo accurato.  Le cinque palazzine dopo appena due anni dalla costruzione (1989) hanno manifestano i primi problemi strutturali prontamente segnalati dai condomini all’ente proprietario. Gli interventi dell’INPDAP sono risultati totalmente inadeguati non riuscendo ad impedire il deteriorarsi degli immobili in tutto l’arco del decennio di “garanzia” del costruttore, verso il quale l’Ente in questione ha ritenuto di non rivalersi, nonostante ripetute segnalazioni di dissesti strutturali da parte dei condomini che più volte hanno dovuto ricorrere all’intervento dei Vigili del Fuoco".

Negli anni, si sono susseguite diverse perizie sia da parte dell’Ente sia commissionate dai condomini.

Ecco la ricostruzione di Ozzimo: "La perizia Giardina – La Penna, commissionata dallo stesso INPDAP  aveva evidenziato come la struttura della palazzina C1 non risultasse conforme alla vigente normativa e non garantisse i livelli di sicurezza compatibili con le funzioni da svolgere. Il Progetto/perizia Biggi, commissionato sempre dall’INPDAP  ravvisava “errori di costruzione, progettazione, mancanza di ferro” ed individuava come “il metodo più economico di intervento fosse quello di realizzare lungo tutto il perimetro dei balconi di ciascun edificio una serie di nuovi pilastri in acciaio”.

"Nell’ottobre 2002 – prosegue Ozzimo – intervenne l’Ufficio stabili pericolanti del Comune di Roma che con Determinazione Dirigenziale nr. 544 ordinò all’INPDAP la messa in sicurezza di tutta la struttura e l’estensione di verifiche statiche anche agli elementi portanti. Nel marzo 2003, ravvisata la non ottemperanza dell’INPDAP alla Determinazione Dirigenziale, il Comune inoltrò tutta la documentazione al V Gruppo di Polizia Municipale per la denuncia penale nei confronti dell’INPDAP ed ordinò all’ufficio tecnico del V Municipio gli adempimenti secondo regolamento edilizio.
Ma il progetto di intervento Biggi venne successivamente contestato dai condomini attraverso una nuova perizia commissionata alla Tarso Engineering, a seguito della quale i condomini diffidarono l’INPDAP dall’eseguire l’appalto dei lavori secondo il progetto presentato.
L’Ente, ignorò la diffida ed iniziò i lavori nella palazzina C1 creando preoccupazione tra gli inquilini che chiedevano invano la documentazione tecnico amministrativa per l’esecuzione dei lavori.
Sembrava che i residenti avessero avuto una prima vittoria quando, per la mancanza di alcuni requisiti inerenti la DIA , riuscirono ad ottenere la sospensione da parte dell’ufficio tecnico del Comune di Roma, sospensione che, però, venne annullata dalla sentenza del TAR, al quale l’INPDAP aveva fatto ricorso.
Identica situazione per la realizzazione dei lavori nella palazzina D per i quali i condomini hanno richiesto l’intervento dei Carabinieri".

"Nel giugno 2007 – conclude la sua ricostruzione Ozzimo  – l’INPDAP ha citato in giudizio la maggior parte dei condomini di via Montecassiano chiedendo danni per 1.180.000 euro compresi i 500.000 euro di danni d’immagine per essersi rivolti alla stampa”.

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