Educare e non reprimere

La politica dell’amministrazione Paluzzi, assessore alle Politiche della Sicurezza e Protezione Civile della Provincia di Roma

In questi giorni l’assessorato alla Sicurezza della Provincia di Roma è stato sotto l’occhio del ciclone per la vicenda dei tre agenti provinciali, dell’area distaccata di Fiumicino, sorpresi ad estorcere denaro alle prostitute. Abbiamo incontrato l’assessore Ezio Paluzzi, giovedì 2 aprile, il giorno stesso in cui l’assessorato ha deciso che si dichiarerà parte civile nella vicenda. Ma Paluzzi non si sofferma a parlarne. Perché come ha ben chiarito “adesso la vicenda è competenza della magistratura”. “Noi – ha dichiarato – abbiamo fatto ciò che ritenevamo di nostra competenza – sospendere i responsabili fino al giudizio”. Concreto e determinato, frutto anche dell’esperienza maturata – per lui è già il secondo mandato in Provincia in rappresentanza dell’Italia dei Valori – racconta con decisione i progetti che ha intenzione di portare avanti. Tutte iniziative guidate da una linea politica comune: educare anziché reprimere.
Innanzittutto l’Assessore sta studiando la possibilità di mettere a disposizione delle piccole amministrazioni della Provincia di Roma interventi di collaborazione e supporto. In particolar modo, si è pensato di alleggerire il sovraccarico di lavoro e le spese per la gestione di verbali, affidati di solito dagli enti locali ai privati, con un software gestionale.
A testimonianza della sensibilità e dell’attenzione rivolta all’intero territorio provinciale, il recente protocollo d’intesa, primo ed unico nel suo genere, sottoscritto a Collalto Sabino tra le Province di Roma, L’Aquila, Rieti ed i sindaci di 14 comuni per creare una Conferenza Permanente Interprovinciale che spiani la strada alla realizzazione e alla attuazione di tutti quegli interventi di cui necessita il territorio provinciale.
Inoltre, a seguito della sottoscrizione del 1° Patto per Roma Sicura, la Provincia con un finanziamento di 1 milione e 150 mila euro ha reso possibile l’acquisto di 47 auto per le forze dell’ordine (g.d.f. pol.stato, carabinieri, corpo forestale) per garantire un incremento dei pattugliamenti sul territorio, mentre nel 2° Patto per Roma e provincia si è impegnata con un finanziamento di 3 milioni di euro in 3 anni; unitamente a questo si prevede di attuare l’apertura di 5 centri per l’ascolto , gli Sportelli Sicurezza, e la realizzazione di impianti di videosorveglianza nei principali parcheggi di scambio.
“I tempi previsti per l’apertura di tali centri – assicura Paluzzi – dovrebbero essere brevi. Entro la metà di quest’anno ne verranno aperti almeno 5. Tra le altre attività del nostro Assessorato l’istituzione e la formazione di un gruppo specializzato di 12 agenti per la sicurezza sui cantieri; una campagna di sensibilizzazione realizzata in 22 istituti superiori di Roma e provincia per l’abilitazione al patentino per la guida dei ciclomotori; il progetto dedicato ai bambini delle scuole elementari con il “parco scuola itinerante”, all’interno del quale i bambini diventano protagonisti della mobilità in un percorso cittadino in scala”.
“Da Marzo, inoltre, per far fronte alle emergenze – prosegue l’Assessore Paluzzi – sono iniziati i Comitati per l’ordine e la sicurezza itineranti in virtù di una volontà di presenza istituzionale nel’intero territorio della Provincia di Roma. Si è partiti il 12 marzo da Tivoli e verranno interessati anche i Comuni di Civitavecchia, Anzio, Nettuno e la zona Tiberina”.
Infine, rispetto alle ronde e al vortice di giustizia fai da te che si è scatenato in seguito ai recenti fatti di cronaca, l’Assessore risponde: “Sono fermamente contrario alle ronde. Ormai è cosa nota. Ho più volte annunciato, di fronte alla disponibilità di alcuni volontari della protezione civile di voler partecipare alle ronde, che non dovranno assolutamente essere coinvolti i mezzi e gli strumenti della protezione civile”. Alla base di questo fenomeno – spiega l’Assessore – c’è, chiaramente, una volontà politica di svuotare di significato le competenze delle Istituzioni”. Ed è proprio questo il tema che dovrebbe avere la maggiore emergenza: un’attenzione maggiore alla politica che sta velocemente andando verso una deriva culturale.

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