

Il progetto, finanziato con 420mila euro, nasce in collaborazione con il mondo del sociale e punta a fornire agli studenti strumenti per riconoscere e gestire le proprie emozioni
Roma diventa la prima grande città italiana a portare l’educazione affettiva dentro le scuole medie. È ufficiale: sono stati selezionati gli enti del terzo settore che realizzeranno i progetti negli istituti, uno per ogni municipio.
L’obiettivo è partire tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, con laboratori, incontri e lezioni su emozioni, relazioni, rispetto e prevenzione della violenza di genere.
“Roma Capitale – spiega l’assessora a Scuola, Formazione e Lavoro Claudia Pratelli – ha scelto con convinzione di promuovere progetti di educazione affettiva e alle relazioni nelle scuole, consapevole di svolgere un ruolo di supplenza rispetto a un’azione che dovrebbe essere garantita a livello nazionale”.
Il progetto, finanziato con 420mila euro, nasce in collaborazione con il mondo del sociale e punta a fornire agli studenti strumenti per riconoscere e gestire le proprie emozioni, contrastare stereotipi e discriminazioni e costruire rapporti sani e paritari.
A fine ottobre, il Campidoglio ha approvato le graduatorie degli enti che porteranno avanti i percorsi, uno per ogni territorio municipale.
Tra i nomi selezionati figurano Ecpat Italia Onlus (I Municipio), Madrilandart Aps (II), Scosse (III), Itinera (VI), BeFree (XI) e Fondazione Media Literacy e Mus-e Italia Ets (XIII).
Ogni municipio avrà la propria scuola “pilota” dove, già dalle prossime settimane, partirà la fase di co-progettazione con i docenti.
L’assessora Pratelli ha commentato con parole dure il dibattito nazionale: “Mentre in Parlamento si consuma un dibattito ideologico che vuole togliere strumenti di crescita alle nuove generazioni, noi andiamo dritti. L’educazione affettiva è una necessità riconosciuta da insegnanti, genitori e ragazzi. L’Italia è uno degli ultimi Paesi europei a non averla introdotta stabilmente: Roma ha deciso di non aspettare”.
La capitale, intanto, continua a stringere alleanze anche con il mondo del terzo settore: tra queste, la collaborazione con la Fondazione Una Nessuna Centomila, per rafforzare le azioni contro la violenza di genere e promuovere la cultura del rispetto e del consenso.
“Educare all’affettività – conclude Pratelli – significa costruire una società più consapevole e meno violenta. È da qui che comincia il cambiamento.”
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