Effetto Hormuz, anche l’amore mette il freno: preservativi verso i rincari

A lanciare l’allarme è Karex, tra i principali produttori mondiali e fornitore di marchi come Durex e Trojan, che annuncia aumenti inevitabili per i consumatori

Non è solo il prezzo del carburante a risentire delle tensioni internazionali. La crisi nello Stretto di Hormuz sta avendo effetti a catena anche su un settore insospettabile: quello dei profilattici.

A lanciare l’allarme è Karex, tra i principali produttori mondiali e fornitore di marchi come Durex e Trojan, che annuncia aumenti inevitabili per i consumatori.

Materie prime sempre più care

Alla base del rincaro c’è l’impennata dei costi delle materie prime, molte delle quali legate all’industria petrolchimica. Il prezzo del lattice sintetico e di altri polimeri è salito rapidamente negli ultimi mesi, seguendo l’andamento del greggio.

Tra i materiali più colpiti:

il lattice di derivazione petrolchimica, con aumenti significativi dall’inizio dell’anno

il nitrile butadiene, utilizzato per le gomme sintetiche, che ha visto un vero e proprio raddoppio dei prezzi

componenti accessorie come la pellicola per il confezionamento e i lubrificanti a base siliconica, anch’essi in crescita

Un effetto domino che incide sull’intero processo produttivo.

Immagine IA

Logistica in affanno

Non è solo una questione di costi. Le tensioni geopolitiche hanno modificato anche le rotte commerciali, allungando i tempi di trasporto. Le navi evitano le aree più instabili, con conseguenze dirette sulle consegne.

Le spedizioni verso Europa e Stati Uniti, ad esempio, richiedono oggi fino al doppio del tempo rispetto agli standard precedenti. Un rallentamento che ha spinto i grandi distributori ad aumentare gli ordini per timore di carenze, facendo crescere la domanda e mettendo ulteriore pressione sulle scorte.

Prezzi in aumento

Dal quartier generale di Karex arriva un messaggio chiaro: l’impatto sui prezzi finali è inevitabile. L’azienda assicura di avere ancora disponibilità per i prossimi mesi, ma la combinazione tra rincari delle materie prime e difficoltà logistiche sta comprimendo i margini.

La crisi, sottolineano i vertici, non riguarda solo il prodotto finito ma tutta la filiera, dal confezionamento alla distribuzione. E mentre i mercati restano in tensione, anche un bene di largo consumo come i profilattici finisce nel mirino delle turbolenze globali.

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