Emergenza rifiuti a Roma sud

Riceviamo e pubblichiamo
Maria Giovanna Tarullo - 13 Giugno 2014

Salve, sono una cittadina di Roma, abito nel quartiere periferiche “la Romanina”, in questa zona non si effettua la raccolta porta a porta bensì quella tradizionale. Da qualche mese i ritardi di tale raccolta di stanno facendo sempre più importanti e da diverse settimane attorno ai cassonetti traboccanti si crea una sempre più alta montagna di rifiuti.

Nel caso in cui i cassonetti vengano svuotati non vengono mai rimossi i sacchetti accumulati lasciando la situazione pressochè invariata, inoltre molti contenitori sono in pessime condizioni. La bruttura visiva delle strade diventate latrine si presta ad angustiare gli abitanti anche sottoforma di cattivi odori rafforzati dall’aumento delle temperature.

Stessa situazione presso il percheggio della facolta di Scienze fisiche e matematiche dell’Università di Roma Tor Vergata (limitrofa alla mia zona), anche lì l’accumulo di immondizia è impressionante, rafforzato dall’assenza di abitazioni e dalla maggiore incuria riservata all’edificio pubblico citato. Stessa situazione si può trovare anche presso la facolta di Economia del medesimo ateneo, non ho foto di quest’ultima ma la situazione è la medesima. A seguito di varie segnalazioni all’Ama scrivo anche qui.


Commenti

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  1. Annarita Pellegrini


    Al degrado delle periferie metropolitane, dove sia i cassonetti collocati in strada che i contenitori domestici della raccolta “porta a porta” traboccano di rifiuti, non ritirati nei tempi previsti, si potrebbe rimediare creando isole ecologiche sotterranee.

    Dei rifiuti, opportunamente ed accuratamente differenziati e versati dai cittadini in fosse, ermeticamente chiuse, le cui bocche, a livello strada, vengano aperte solo per la necessità, potrebbe essere fatta una raccolta pneumatica, per convogliarli nei centri di compostaggio e di riciclo.

    Questa modalità di smaltimento dei rifiuti solidi urbani presupporrebbe impegno e civiltà da parte dei cittadini, pieno coinvolgimento da parte degli operatori,
    comprovata onestà e professionalità dei dirigenti preposti alla guida dell’azienda incaricata.

    Se la soluzione indicata ha una minima possibilità di venire adottata, debito A.M.A e pregressi sperperi capitolini permettendo, io, come cittadina residente, chiederei la creazione di una isola ecologica sotterranea nel comprensorio di Tor Tre Teste, quartiere nel quale vivo.

    Annarita Pellegrini

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