Emergenza sanitaria: le nuove strade della ristorazione

Dall'app americana per la recensione dei ristoranti che applicano le norme anti Covid, a quella milanese per ordinare i piati nei ristoranti di zona, alla nuova Bakery House di Ostia
Patrizia Artemisio - 20 Ottobre 2020

Si chiamano Anuhea Toa, Athena Jiang-Qin, Elsa Bosemark, Luna Jiang-Qin e Selene Jiang-Qin, le adolescenti statunitensi che hanno creato l’app per la recensione dei ristoranti in base alla loro capacità di applicare le norme anti Covid.  Una sorta di Tripadvisor della sicurezza offerta nella prevenzione del virus che, allo stesso tempo, incentiva i consumi e tutela il consumatore. Per Anuhea Tao è stato un modo per evitare ad altre famiglie ciò che è accaduto alla sua, quando il papà ha chiuso l’attività a causa della pandemia. L’app si chiama Safe Bites e permette al cliente di valutare il ristorante, in particolare, su: uso della mascherina, rilevazione della temperatura, distanziamento,  sanificazione e uso di barriere fisiche. Safe Bites è ancora in fase di sviluppo ma il team desidera ampliare la piattaforma “per aiutare sempre più persone nel prendere decisioni informate su dove mangiare e sentirsi sicuri” (Fonte: CNN).

Eat & Joy

A Milano intanto nasce Eat & Joy, l’app che, con un abbonamento mensile stile Netflix, permette di ordinare i piatti del giorno dei ristoranti di zona con prezzi scontati anche oltre il 50%, ritirare l’ordine al ristorante senza pagare e saltare la fila. “Grazie alla piattaforma innovativa del piatto del giorno Eat & Joy, aumentiamo i fatturati dei ristoranti senza costi aggiuntivi permettendo ai clienti di mangiare piatti di alta qualità risparmiando”, dichiara la startup sulla sua pagina Facebook. In un messaggio privato, hanno detto:  “Presto arriveremo anche a Roma”.

Mentre varie grandi aziende con sede nella Capitale scoprono nuovi vantaggi nello smartworking dei propri dipendenti e si adoperano per rendere il lavoro flessibile una modalità permanente, nasce a Santa Fiora, in provincia di Grosseto, il primo “smartworking village”. Il Comune, con un avviso pubblico, offre un “Voucher, a titolo di contributi per coloro che sceglieranno di lavorare da remoto, per almeno due mesi, nel territorio di Santa Fiora”.

Decathlon Prenestina saluta

Il Bakery House di Osta

Parallelamente, mentre il centro storico di Roma lamenta l’assenza dei pendolari che riempivano bar e tavole calde, in periferia c’è chi, in piena fase di emergenza sanitaria, inaugura l’apertura di un nuovo ristorante/caffetteria. Si tratta della Bakery House di Ostia, aperta lo scorso 3 settembre da quattro soci: Giuseppe Perroni, Desiree Calcagni, Danilo Tamagnini e Fabiana Miotto.

Come mai avete pensato proprio ad  Ostia? – chiediamo a Giuseppe.

“Prima di tutto perché io ed il mio socio siamo entrambi nativi di questo luogo, poi per un discorso di comodità perché, lui viene da Fiumicino, io da Casal Palocco, in 5 minuti la mattina siamo qui. Considerato che anche le nostre mogli hanno a che fare con il locale, ci è sembrato più semplice”.

 Quali difficoltà state affrontando a causa della seconda ondata del Covid e quali misure di prevenzione avete adottato?

“Per quanto riguarda le misure di sicurezza siamo già in partenza ben organizzati, nel senso che il locale è strutturato in maniera tale da non fare entrare molta gente ed è fatto in maniera che si rispetti il distanziamento. Per quanto riguarda invece le difficoltà, ad essere sincero noi ancora oggi ci difendiamo. Sabato scorso, in virtù delle notizie date dai giornali il giorno prima, l’afflusso è stato minore però poi domenica è stata una buona giornata! Abbiamo la possibilità di accogliere i clienti sia all’interno che all’esterno, quindi c’è spazio…”

Capita che i vostri clienti sostino nel locale con libri e PC?

“Si, capita perché il Bakery House è un marchio molto social e fa leva tra i ragazzi. I nostri clienti sono per lo più teenager che vanno dai 13-14 anni a poco più di 20. Ma capita anche che si fermino qui studenti universitari, con computer e libri, così uniscono l’utile al dilettevole”.

 Cosa e quanto consumano?

“Solitamente i ragazzi che sostano con PC e libri sono quelli che alla fine consumano di meno, quindi noi speriamo sempre che la sosta non sia troppo lunga perché nei momenti di maggior affluenza ci servono i tavoli. Loro prendono più caffetteria”.

Che opinione ha della Generazione Z che frequenta la Bakery House?

“Questo tipo di locale, per come è arredato e strutturato, fa sì che entrino  ragazzi educati, a modo.. Abbiamo la fortuna di avere un bel locale ed una bellissima clientela!”

Qual è la vostra valutazione su questo primo periodo di attività?

“È presto per dirlo. Per adesso la nostra valutazione è positiva. La Bakery House ha riscontrato i favori dalla clientela, noi ci mettiamo passione. Siamo contenti perché ci piace, non ci stressa, riusciamo a gestirlo abbastanza bene”.

Tra le loro foto su Instagram, un invitante cupcake al cioccolato indica il mare azzurro e le barche a vela, come fosse un nuovo punto di vista.

Diceva il Prof. Keating ne L’attimo fuggente: “Guardatevi intorno! Osate cambiare. Cercate nuove strade.”


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