

Un ortaggio fresco e aromatico, ricco di acqua, minerali e molecole bioattive, in cui foglie, gambi e semi offrono profili nutrizionali e funzionali diversi
Il sedano (Apium graveolens L.) appartiene alla famiglia delle Apiaceae ed è utilizzato da secoli sia come alimento sia come pianta aromatica. In cucina si consumano soprattutto i gambi e le foglie, mentre i semi e l’olio essenziale sono impiegati come spezie, ingredienti aromatici e componenti di preparazioni tradizionali.
Dal punto di vista nutrizionale, il sedano è un alimento leggero, molto ricco di acqua e caratterizzato da un profilo minerale interessante.
Le diverse parti della pianta non hanno però la stessa composizione: le foglie risultano particolarmente ricche di potassio e zinco, i gambi mostrano un contenuto elevato di calcio e sodio, mentre i semi concentrano fosforo, ferro, rame e manganese. Questa distribuzione rende il sedano una pianta più complessa di quanto possa sembrare.
I gambi, comunemente consumati crudi o cotti, contribuiscono soprattutto all’apporto di acqua, fibre e sali minerali.
Le foglie, spesso usate come aroma, possono invece rappresentare una parte nutrizionalmente interessante, perché più concentrata in alcune sostanze minerali.
I semi, infine, sono meno utilizzati come alimento diretto, ma sono importanti per l’industria delle spezie e degli oli essenziali.
Uno degli elementi distintivi del sedano è la sua componente aromatica. I semi contengono circa il 2% di olio volatile, ricco di composti come limonene e selinene. Tuttavia, il tipico aroma del sedano è legato soprattutto a molecole presenti in quantità molto piccole, come sedanenolide, 3-n-butilftalide, sedanolide e anidride sedanonica. Queste sostanze appartengono alla famiglia degli ftalidi, composti studiati anche per il loro possibile ruolo biologico.
Accanto agli aromi, il sedano contiene diversi composti fenolici e flavonoidi. Tra i più citati si trovano apigenina, luteolina, kaempferolo, acido caffeico, acido ferulico e acido p-cumarico. Queste molecole sono note per la loro capacità di contribuire alla protezione antiossidante, cioè alla difesa delle cellule dai danni provocati dai radicali liberi. L’attività antiossidante del sedano è stata osservata in diversi studi, sia su estratti di foglie e radici sia su estratti di semi. I risultati indicano che alcune preparazioni possono aumentare la capacità antiossidante totale e sostenere sistemi di difesa come glutatione e superossido dismutasi. In termini semplici, il sedano contiene molecole che possono aiutare l’organismo a gestire meglio lo stress ossidativo.
Un altro ambito di interesse riguarda il metabolismo. Alcuni studi sperimentali hanno analizzato gli effetti di componenti del sedano su pressione arteriosa, glicemia, lipidi nel sangue e infiammazione. In particolare, gli ftalidi, come il 3-n-butilftalide, sono stati associati a un possibile effetto rilassante sulla muscolatura dei vasi sanguigni, con potenziale influenza sulla pressione arteriosa.
Il sedano è stato studiato anche in relazione alla sindrome metabolica, una condizione che comprende pressione alta, alterazioni della glicemia, dislipidemia e obesità addominale. I composti bioattivi del sedano, tra cui flavonoidi e ftalidi, sembrano agire su diversi meccanismi: modulazione dell’infiammazione, riduzione dello stress ossidativo, supporto al metabolismo dei grassi e possibile miglioramento dell’azione dell’insulina. Va però ricordato che molte di queste evidenze derivano da studi sperimentali o da modelli animali. Per questo motivo il sedano non deve essere considerato un rimedio terapeutico, ma un alimento vegetale interessante all’interno di una dieta varia. Il suo valore sta soprattutto nella combinazione di acqua, fibre, minerali, aromi naturali e fitocomposti.
Ingredienti
1 cespo di sedano bianco
16 gamberi
1 arancia
1 limone
40 g di mandorle tostate
Olio extravergine d’oliva q.b.
Sale q.b.
Pepe nero q.b.
Qualche foglia di menta fresca
Dosi per 4 persone
Procedimento
Lavare il sedano e tagliarlo a fettine molto sottili. Immergerlo in una ciotola con acqua e ghiaccio per almeno 30 minuti: diventerà particolarmente croccante.
Sgusciare i gamberi, eliminare il filo intestinale e sbollentarli per 1 minuto in acqua leggermente salata. Raffreddarli immediatamente in acqua e ghiaccio.
Pelare a vivo l’arancia e ricavare gli spicchi.
Scolare il sedano e asciugarlo bene.
In una ciotola unire sedano, gamberi e arancia. Condire con olio extravergine, qualche goccia di succo di limone, sale e pepe. Completare con le mandorle tostate tritate grossolanamente e foglioline di menta fresca.
Bibliografia utilizzata
– Biological Trace Element Research 201 (2023) 2665–2673. https://doi.org/10.1007/s12011-022-03359-4
-Critical Reviews in Food Science and Nutrition 54 (2014) 389–398. https://doi.org/10.1080/10408398.2011.586740
-Phytotherapy Research 33 (2019) 3040–3053. https://doi.org/10.1002/ptr.6492
-Journal of Evidence-Based Complementary & Alternative Medicine 22 (2017) 1029–1034. https://doi.org/10.1177/2156587217717415
♦ Questo articolo fa parte della rubrica “Le tre C della Salute: Cibo, Chimica, Cucina”, un viaggio tra scienza e sapori della cucina mediterranea, a cura del Prof. Stefano Cinti.
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