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Enrico Letta ed Enrico Grillo – Ideali – Il “bon ton” di Alessandro Sallusti

Fatti e misfatti di maggio 2013

Enrico Letta ed Enrico Grillo

“Per venti anni – ha urlato ancora Beppe Grillo – l’attuale Presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha fatto il nipote di suo zio”.

Ma, essendo il figlio di un fratello di Gianni Letta, che cosa avrebbe dovuto fare? Il cognato o il suocero? Il fatto più bello, comunque, è che Beppe l’urlatore, nella sua foga, ha evidentemente dimenticato che c’è anche un altro noto giovane che fa il nipote di suo zio. Si chiama anche lui Enrico, ma di cognome fa Grillo, è nipote proprio di zio Beppe e del “Movimento 5 stelle” di zio Beppe è nientemeno che il vicepresidente e una delle “menti” nell’ombra. Guarda caso. Ma guarda, anche, la faccia di bronzo del Grillo falso Savonarola.

Ideali

“Questo Governo non è quello per il quale ho lottato e, quindi, non è il mio Governo ideale – ha detto, all’Assemblea del Pd, il “premier” Enrico Letta – e nemmeno il Presidente del Consiglio è il mio Presidente del Consiglio ideale”.

Cioè lui, Enrico Letta, non si ritiene per niente ideale come Presidente del Consiglio. Ogni opinione liberamente espressa, per carità, va assolutamente rispettata. C’è, comunque, un precedente simile. L’attore e scrittore comico americano Groucho Marx disse un giorno: “Non mi iscriverei mai ad un club che avesse me tra i soci”. Ma Groucho Marx, un altro giorno, disse anche: “Non è che eravamo poveri: è solo che non avevamo un soldo”. La speranza è che, magari al termine del ritiro in abbazia con tutto il suo Governo non ideale, il “premier” Enrico Letta non ricalchi anche questo precedente comico americano per giustificare il poco o nulla da potersi fare per l’attuale italica tragedia.

Il “bon ton” di Alessandro Sallusti

“Da parte della Presidente della Camera – è esploso il direttore de “Il Giornale”, Alesandro Sallusti, nel commentare in tv gli insulti contro le donne del Pdl al comizio di Brescia – nessuna solidarietà, lei è di parte, non è degna di ricoprire il ruolo che ha. Da domani, perciò, non ci rompa più i cosiddetti”.

Alessandro Sallusti, per la verità, ha detto ben altro che “i cosiddetti”. E così, se nella sostanza avrebbe potuto avere anche ragione, è volgarmente caduto, a sua volta, nella forma. Se la Presidente della Camera, Laura Boldrini, farebbe appunto bene a ripassare tutti i testi in materia di democrazia e Istituzioni parlamentari, lui, Alessanro Sallusti, farebbe invece bene a ripassarsi tutti i testi in materia di buona educazione e di rispetto per qualsiasi altrui. Ammesso, certo, che li abbia mai letti.

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