

Il 19 aprile presentazione del libro con uso di spettacolo
Mercoledì 19 aprile alle ore 11,30 presso l’Auditorium della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” in via Columbia 1, si terrà la presentazione del libro di Achille Serrao Era de Maggio. Riduzione in quattro atti dalla vita e dall’opera di Salvatore Di Giacomo (Prefazione di Pamela Parenti, Roma, Cofine, 2006).
Interverranno: i professori Dante Della Terza, L. Rino Caputo, Giorgio Adamo, Florinda Nardi, la dott. Pamela Parenti e, naturalmente, l’autore Achille Serrao e l’editore Vincenzo Luciani.
La presentazione si avvarrà, di letture sceniche e accompagnamento musicale a cura degli studenti del Laboratorio MILLA Sezione “Poesia e Musica”, coordinata dalla dott. Pamela Parenti.
Info: Tel. 06/72595122 Fax 06/2023571 e 72595048
Dalla prefazione di Pamela Parenti – “Potrei farvi la lunga storia complicata del mio romanzo”, ammetteva Salvatore Di Giacomo in una lettera ad Elena, consapevole di quanto un certo spirito “romanzesco” permeasse gli intrecci amorosi, sentimentali, intellettuali della sua vita: un complesso edipico irrisolto, una donna giovane, bella, coraggiosa, innamorata e infelice, poesie straordinarie, celebri canzoni, suadenti melodie partenopee, la splendida cornice della Napoli fin de siècle, il caffè Gambrinus, Posilippo, Marechiaro…
Tutto sembra offrirsi spontaneamente alla penna di chi sappia lasciarsene sedurre, ammagliare, catturare. E questo deve essere accaduto ad Achille Serrao, quando, in occasione di un ciclo di lezioni, organizzate dall’insegnamento di Letteratura Italiana per il Corso di Storia, Scienze e Tecniche della Musica e dello Spettacolo, presso l’Università di Roma “Tor Vergata”, gli fu proposto di tenerne una su Salvatore Di Giacomo.
Proprio in quella circostanza Achille, dopo aver ipnotizzato gli studenti leggendo e intonando poesie e canzoni del poeta partenopeo con il timbro seducente della sua voce baritonale, ammise che questa lezione aveva rappresentato per lui l’opportunità di tornare in modo ancora più accurato sull’esegesi del Di Giacomo. Così da tutto ciò e dalla profonda conoscenza critica non solo del Di Giacomo, ma più in generale di tutta la poesia, della musica, della lingua, della tradizione e della cultura napoletana, nonché dalla propria sensibilità di scrittore e poeta dialettale, Achille Serrao si è spinto per immergersi nella scrittura de Era de maggio.
Una sceneggiatura teatrale che concentra alcune tra le più suggestive lettere del carteggio tra Salvatore ed Elisa, accosta alcuni tra i più significativi componimenti del poeta (dall’atteggiamento “pseudo-verista” de “’O funneco verde”, alla nostalgia sentimentale di “Na tavernella”, dalla drammatizzazione di “Lassammo fa’ Dio…”, fino ai celebri accenti decadenti di “Pianefforte ‘e notte”), dà voce alle celebri melodie di canzoni come “Uocchie de sonno”, “A Marechairo”, “Era de Maggio”, “Palomma ‘e notte”.
Il lavoro di Serrao ha trovato la sua prima artistica realizzazione nella messinscena, allestita con successo dagli studenti della Sezione “Poesia e Musica”, da me coordinata, del Laboratorio MILLA di “Scritture letterarie per le Scene dello Spettacolo” (Facoltà di Lettere e Filosofia di Roma “Tor Vergata”). L’evento, nato dalla collaborazione con l’Associazione Periferie, si è svolto il 29 aprile 2005 presso il Teatro Tenda Blu di Tor Tre Teste a Roma.
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