

Fatti e misfatti di luglio 2013
Errori istituzionali e sintattici
“Nel caso in cui venisse meno la fiducia a questo Esecutivo – da parte del Pdl – sono certo che Napolitano non escluderà alcuna possibilità per altre possibili soluzioni”.
Lo ha detto il segretario del Pd, Guglielmo Epifani? Lo hanno detto Niki Vendola o Beppe Grillo? No. L’ha detto il Presidente del Senato, Pietro Grasso, rivestendo incredibilmente un ruolo politico del tutto incompatibile con la sua alta e imparziale funzione istituzionale. Qualcuno, allora, farebbe bene a ricordare, al Presidente Grasso, quando il suo scranno comporti, oltre che di diritti, anche di doveri. E giacché è in ballo, a ricordargli che, a seguire il “se” o “nel caso in cui” con il congiuntivo, va il condizionale e non il futuro semplice.
Ignazio e le buche
“Il neosindaco di Roma, Ignazio Marino – ormai è notizia di tutti i giorni – continua i suoi spostamenti, in città, a cavallo di una semplice bici”.
Molto bello ed originale, ma altrettanto egocentrico. Quello che tuttavia stupisce è come mai il neosindaco ciclista non sia ancora finito in fondo ad una delle decine di migliaia di buche che costellano l’asfalto di tutte le strade cittadine.
“Quei scansadori del 1546…
“Nel 1546 – come riportano le cronache – la Serenissima Repubblica di Venezia dette vita all’istituzione degli “scansadori a le spese superflue”. Loro compiti: individuare le cariche inutili, le prebende ingiustificate, le poltrone e gli stipendi che non avevano alcun senso. Obiettivo: eliminare il tutto per permettere allo Stato notevoli risparmi”.
Ecco: perché non andare a documentarsi sulla nascita, sulla vita e sugli ottimi risultati ottenuti da “quei scansadori” veneziani del ‘500? Sarebbe molto più veloce e più efficace che star lì ad aspettare i risultati di certe commissioni le quali, quasi mezzo millennio dopo e con strumenti ben più moderni, se qualcosa hanno fino ad oggi “scansado”, queste sono state solo una indicazione e una soluzione definitive e concrete. E nessuno è stato mai mandato “sette anni a remar co’ feri ai piedi”.
Raffinatezze “busiane”
“Lei è una vita che non indossa le mutande – così si è rivolto lo scrittore ed opinionista Aldo Busi, durante la trasmissione “Guerra dei mondi” su Rai3, all’onorevole Laura Rovetto del Pdl – e, dunque, mai nessuno le ha chiesto di calarle”.
A parte la raffinatezza di interventi sempre più frequenti nei dibattiti televisivi, ad ogni ora e su ogni rete, viene comunque da chiedersi, trattandosi questa volta di uno come Aldo Busi, che cosa possa saperne, lui, di abbigliamento intimo femminile e del suo più o meno supposto uso. E poi, via, tutto ci sarebbe stato da aspettarsi, da un Busi autore del “Manuale del perfetto Gentiluomo”, tranne che un’ “uscita” pubblica di tanta plebea volgarità.
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