

Finale sofferto dopo il rigore trasformato da Moffi, ma il fortino regge
La Roma inizia la sua avventura europea 2025-2026 con il piede giusto: un 2-1 conquistato sul campo del Nizza, una buonissima partita, soprattutto nel secondo tempo, e forse meritava una punteggio più netto.
Gasperini fa un po’ di turn-over dando una partita di riposo a Cristante e Angelino schierando un 3-4-2-1 con Svilar in porta, Celik, Mancini e Ndika in difesa, Rensch, El Aynoui, Kone’ e Tsimikas a centrocampo El Shaarawy e Soulè a ridosso di Dovbyk.
Da subito si capisce che la Roma è concentrata e vuole dominare la partita giocando sempre in pressione e in anticipo sull’avversario che cerca solo di contenere.
Purtroppo l’azione della squadra giallorossa è sterile perché davanti Dovbyk è veramente nullo e El Shaarawy e Soulè sono lontani dal compagno ucraino e molto fumosi, il Nizza è veramente poca cosa dal punto di vista tecnico e ne nasce, quindi, un primo tempo bruttarello dove i portieri rimangono inoperosi.
Al 38′ l’unico sussulto con Mancini che si sgancia in avanti e invece di tirare in porta serve al centro per Dovbyk che è in ritardo ma l’azione continua con un cross di Tsimikas che arriva proprio a Mancini che di testa batte il portiere avversario ma purtroppo il centrale romanista è in millimetrico fuorigioco. Qualche altro minuto di noia e l’arbitro fischia la fine dei primi 45 minuti.
Nel secondo tempo Gasperini opera la sostituzione che cambia la partita. Dagli spogliatoi entra Pellegrini per El Shaarawy e si mette più vicino al centravanti in una zona che dà molto fastidio alla difesa del Nizza che nel primo tempo non aveva avuto problemi. Subito il 7 romanista crea scompiglio e la 51′ è Konè che si vede deviato il angolo il suo tiro.
Il corner viene battuto proprio da Pellegrini che finalmente mette una palla decente in area dove arriva rabbioso Ndika, uno dei migliori in campo, che di testa batte il portiere :1-0. Il Nizza subisce il colpo e la Roma si galvanizza e continua ad attaccare e tre minuti dopo raddoppia.
Ottimo contropiede con la palla che arriva a Tsimikas sulla sinistra che fa un cross che a Roma non si vedeva da anni, e nell’area piccola arriva come un fulmine Mancini che batte imparabilmente il portiere avversario ed è 2-0.
La Roma da questo momento è padrona del campo. Il Nizza fa tre cambi per dare una scossa ma la squadra giallorossa risponde con altrettante sostituzioni, escono Dovbyk Soulé e Konè per Ferguson, Pisilli e Cristante e tutto sembra non cambiare fino al 75′.
Pisilli prima si fa sfuggire sulla corsa l’attaccante avversario e poi appena entrato in area lo atterra, l’arbitro ci pensa un po’ e poi con l’aiuto del guardialinee assegna un rigore un po’ generoso ma che evidenzia l’errore, forse di esperienza, del giovane centrocampista romanista.
Il neo entrato Moffi va dal dischetto e accorcia le distanze. La partita si riapre e la Roma soffre un po’ più che altro perché la squadra francese si butta avanti con rabbia ma non crea grossi problemi, anzi se avesse un centravanti decente, anche Ferguson nullo stasera, la partita poteva e doveva essere chiusa. Si finisce il recupero in attacco e si gioisce al triplice fischio arrivato al 95′.
Parte quindi bene l’avventura europea della Roma in questa stagione. Una vittoria fuori casa all’esordio anche se il Nizza non è sembrata una squadra insormontabile, è importantissimo per dare convinzione e serenità alla squadra.
La solidità difensiva anche stasera, è stato il punto di forza della squadra con Ndika e Mancini forse i migliori in campo, e la squadra malgrado 4 ammoniti ha continuato a giocare in pressione e in anticipo secondo le dottrine di mister Gasperini.
Buone le prestazioni anche di Konè, Celik, El Aynaoui nel secondo tempo, e di Pellegrini che ha cambiato la partita. Il vero problema in questo momento è l’attacco.
Tra Dovbyk e Ferguson nessuno gol in 5 partite e una quantità di tiri che si contano nelle dita di due mani e questo per una squadra che vuole fare molto bene in Italia e in Europa è inaccettabile.
Dovbyk è totalmente avulso dalla manovra ed è sempre in ritardo su ogni pallone, Ferguson sembra migliore ma il centravanti deve fare gol e lui ancora non ne ha fatto uno.
Prendiamoci comunque le cose buone di questa sera, il gioco, la personalità, il fatto di difendere in avanti, la consapevolezza di essere una squadra “europea”, la partecipazione al gioco di tutti i calciatori e poi il risultato che per quello che si è visto in campo doveva essere più netto.
Ora testa e cuore all’impegno di domenica contro il Verona e poi si penserà al Lille nel secondo appuntamento in Europa League con la speranza di recuperare prima possibile gli infortunati Dybala e Bailey per sperare di accendere un po’ l’attacco.
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