

Tremonti d'accordo con Prodi sull'analisi delle cause e sui rimedi da adottare di fronte alla crisi della finanza mondiale
Sicuramente ha fatto scalpore l’intervento del Ministro Tremonti che condivideva l’analisi del prof. Prodi sulle cause e sui rimedi da adottare di fronte alla crisi della finanza mondiale, ovvero sterilizzare la finanza innovativa che è alla base della crisi .
Ogni Stato aveva, nel passato, la sua legge bancaria, quella nostra. del “36”, dava dei vincoli e delle prescrizioni che hanno portato l’Italia del dopoguerra alla ripresa ed al boom economico, senza scandali bancari ,se si esclude l’inserimento mafioso nell’esperienza di Sindona /Calvi banca privata finanziaria e banco ambrosiano.I padri costituenti nell’art 47 della Carta Costituzionale, che recita :” La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme:”, avevano ben chiara la prospettiva ed i rischi della FUNZIONE PUBBLICA DEL RISPARMIO, ma sono stati traditi dalla finanza innovativa, con il nuovo Millenium.
Un discorso da fare separatamente sarebbe quello dell’utilizzo dei prodotti derivati nella finanza degli EE.LL: quanti deficit hanno prodotto?
Negli anni 90, iniziò il lento cammino che portò il sistema bancario verso la “ Banca universale” ovvero tutti potevano fare tutto ed in tutto il Mondo. Non più quel localismo economico e sociale che era stato il tessuto della ns.ripresa del dopoguerra .Partirono le mega fusioni e ad esempio morirono le CASSE DI RISPARMIO.Oggi la strada ALTERNATIVA sembra tracciata dalla finanza etica , che dovrebbe estendersi a tutto il territorio nazionale.Le esperienze del micro-credito dimostrano come fenomeni locali possono avere riflessi internazionali.
Se prima c’erano i paradisi fiscali oggi ci sono i paradisi bancari “ Le banche off-shore “ che non rispondono a nessun governo , se non a quello del mero profitto.
Quello che il Prof. Prodi ed il Ministro Tremonti propongono è sterilizzare questa finanza tossica impedendo le relazioni con le banche dei paesi che aderiscono al sistema internazionale : quindi è necessaria una nuova BRETTON WOODS delle Banche.
* L’autore dell’articolo è un consulente finanziario indipendente
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