Un flash mob e un sit-in di protest per il “Transgender Day of Remembrance”

Giornata in memoria delle vittime di transfobia domenica 17 Novembre alle ore 15.30 in Piazza del Popolo a Roma
Redazione - 16 Novembre 2013

L’associazione Libellula e il suo nuovo Gruppo Comunicazione e Media hanno organizzato un flash mob e un sit-in di protesta in onore del “Transgender Day of Remembrance”, che nasce nel 1998 per merito di Gwendolyn Ann Smit, un’attivista transgender, per ricordare l’assassinio di Rita Hester Smith in Allston, Massachussets. (http://www.transgenderdor.org/)

Da quell’anno, ogni 20 Novembre, si ricordano in tutto il mondo le vittime della Transfobia.

The Transgender Europe’s Trans murder monitoring project ha rilevato 1.123 omicidi in tutto il mondo negli ultimi quattro anni. Sono 20 le vittime accertate nel nostro paese, il primo per numero di vittime in Europa (http://www.transrespecttransphobia.org/en_US/home.htm).

Il Flash mob nasce con l’intento di richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e della stampa, per scuotere le coscienze e lanciare un messaggio di riflessione contro i pregiudizi, gli stereotipi e la negativizzazione che da anni i mass-media alimentano contro la comunità transessuale.

Una decina di persone transessuali e neo donne, animeranno questo flash mob per rendere visibile – senza eccessi, forzature, morbosità e sensazionalismi – la propria normalità e la rivendicazione dei propri ruoli. Figli, genitori, studenti, professionisti, artisti, attivisti, contadini, amanti della lettura, del cinema…esseri umani. Abbiamo scelto una piazza e un orario di punta del passeggio cittadino per essere ancora più visibili.

Il sostegno forte delle associazioni lgbt (tra cui Mit, Coordinamento Silvia Rivera, Circolo Mario Mieli, DiGay Project e delle organizzazioni sociali, politiche e sindacali risulterà fondamentale, ma è soprattutto della presenza massiccia dei media che abbiamo bisogno per arrivare al cuore della gente e per dare ancora più risonanza all’evento e alla causa transessuale in generale. Un primo passo verso un’emancipazione e un rispetto che ci meritiamo in tempi brevi, insieme alla necessità di scardinare una situazione che ormai è davvero critica: le persone transessuali sono costantemente emarginate da ogni ambito sociale, e sempre più frequentemente vittime di violenza.


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