Fraboni, un’attività artigianale storica nel vetro e nel legno

A Centocelle in via Bresadola 6/18/20
di Maria Giovanna Tarullo e Vincenzo Luciani - 16 Ottobre 2012

Un’attività artigianale storica quella di Fabrizio Fraboni in via G. Bresadola, 16/18/20, un’eccellenza a Centocelle e dintorni nella lavorazione e decorazione del vetro e del legno.

Fabrizio Fraboni, quando è iniziata la sua avventura?

Questa bottega nasce negli anni ’50 con il nome di "Vetreria Bresadola", fu ereditata in seguito da un mio parente, a cui io sono subentrato nel 1983 portando la mia precedente esperienza di lavoro praticata all’interno di altri laboratori.
Decisi da subito di associare all’attività di vetraio, anche grazie alla mia grande passione per l’arte, quella di corniciaio e restauratore di antichi dipinti, mescolando le tradizionali tecniche di lavorazione alle più moderne rispettando sempre le diverse esigenze della nostra clientela.

Laboratorio Analisi Lepetit

In che cosa consistono le vostre realizzazioni?

Realizziamo cornici classiche e moderne per quadri, copie e restauro di cornici d’epoca (ricostruzione parti di fregi mancanti, dorature in foglia, patinature, lucidature a gommalacca). Restauriamo anche dipinti ad olio antichi ed oggetti in legno. Produciamo portaritratti artigianali, per la conservazione di opere cartacee usiamo materiali Acid Free e vernici protettive reversibili nel tempo per i dipinti antichi e moderni. Forniamo vetro “invisibile” per particolari opere e qualsiasi tipo di vetro, cristallo e specchio; effettuiamo: taglio e posa in opera di vetri e specchi, decorazione delle superfici per mezzo della sabbiatura, verniciatura, molatura ed incisione; cristalli di vari colori e spessori, stampati a disegno industriali, restauriamo specchiere antiche; sostituiamo vetri e montiamo specchi a domicilio.

E nella vetreria artistica?

All’inizio degli anni ’90 con l’arrivo in laboratorio dell’artista Claudia Pedace, abbiamo iniziato a progettare e realizzare vetrate tessute a piombo, per porte, finestre, divisori, lucernai e mobili, alla tecnica Tiffany per lampade ed oggettistica, alla vetro fusione per oggettistica e formelle da applicare su vetri satinati. Abbiamo anche operato restauri di vetrate tessute a piombo. Attualmente, nel laboratorio di via G. Bresadola, opera con me Sara Capobianco, diplomata presso l’Accademia di Belle Arti di Roma.

Le ragioni e il segreto del successo della bottega?

Sicuramente risiede nella passione con cui continuiamo a svolgere il nostro lavoro, nonostante tutto, ottenendo sempre ottimi risultati, come confermato da coloro che a distanza di anni tornano a servirsi da noi. Senza dimenticare la disponibilità che offriamo ai nostri clienti ascoltando le loro esigenze e quando richiesto aiutandoli a scegliere con un consiglio competente di chi lavora da tempo in questo settore.

Come ricorda il quartiere al momento della fondazione della ditta?

Non riscontro grandi stravolgimenti nel quartiere di Centocelle. Da sempre ha visto la presenza di molti cittadini di diverse estrazioni sociali incrementato dall’arrivo massiccio di popoli stranieri.
Una cosa positiva presente nella zona di via Bresadola sicuramente è l’eliminazione in parte di quegli atti di microcriminalità praticati dai tossicodipendenti assai presenti nel quartiere. Mentre la situazione si è evoluta in maniera negativa sul fronte del degrado urbano, nel passato c’era un impegno diverso del municipio nel mantenere il territorio pulito e nel tentare di migliorarlo.

Sono cambiati e come i comportamenti dei clienti?

Abbiamo una clientela davvero diversificata, possiamo trovare dagli operai ai professionisti del settore, quindi in costante evoluzione tanto che anche alcuni cittadini stranieri vengono per delle riparazioni.

Come si presenta la situazione sua e dell’artigianato in generale?

A rendere la vita difficile al nostro esercizio purtroppo è stato l’avvento della grande distribuzione che ha contribuito fortemente nel cambiare il modo di concepire da parte del cliente l’arredamento della propria casa. In quest’ultimo periodo infatti la tendenza è quella di acquistare prodotti di basso profilo, complice anche l’attuale crisi, così da poter risparmiare e cambiare con più frequenza l’arredamento.
Quindi non ci resta che puntare sul lavoro di nicchia, ormai destinato a quei pochi che desiderano mantenere pezzi di un certo livello all’interno del loro arredamento.
La figura dell’artigiano purtroppo viene sottovalutata parecchio dalle istituzioni, penso che in questo momento di crisi sarebbe necessario attuare una politica diversa per questa categoria.

Che fare per proseguire l’attività artigianale con le nuove generazioni?

Per avvicinare il mondo dei giovani a questo nostro mestiere occorrerebbero delle agevolazioni per attuare dei contratti di apprendistato, perché da parte dell’artigiano c’è grande volontà di insegnare questo lavoro alle nuove generazioni, ma non avendo la possibilità di pagare un vero stipendio risulta davvero difficile se non impraticabile trasmettere i nostri saperi ai giovani.  


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