Frascati “Lu santo jullare Francesco” di Dario Fo con Mario Pirovano

Il 13 dicembre al teatro Capocroce in viale Vittorio Veneto
Enzo Luciani - 7 Dicembre 2008

Il 13 dicembre  alle ore 21 al teatro Capocroce in viale Vittorio Veneto 3, Frascati, Roma, rappresentazione di "Lu santo jullare Francesco" testo di Dario Fo con l’attore Mario Pirovano. Organizza l’Associazione Culturale Alternativ@Mente, www.alternativamente.info. info: Enrico Del Vescovo, promotore dell’iniziativa, 3331135131 – Biglietto di ingresso €10 (€5 ridotto per studenti), si consiglia di prenotare e/o acquistare prima il biglietto, rispondendo all’email o telefonando al 3331135131, oppure recandosi presso M.A.E. box Largo Panizza 2 – FRASCATI – tel. 06/9419551

Mario Pirovano, per oltre venti anni compagno di teatro di Dario Fo, porta in scena il tema della pace e della guerra, presentando l’opera di Dario Fo "Lu Santo Jullare Francesco", ispirato al discorso di Francesco ai Bolognesi tenuto il 15 agosto 1222.
E’ la famosa "concione" del 1222, ricostruita da Fo sulla base della tradizione popolare, delle cronache e delle testimonianze dell’epoca: non una predica moralistica, ma un’affabulazione ironica, poetica, a volte sarcastica, a mo’ dei giullari del tempo.
Era lo stesso Francesco, tanto diverso in realtà dall’immagine agiografica che ci è stata per secoli trasmessa, a definirsi "jullare di Dio"; e questo proprio negli anni in cui l’imperatore Federico II promulgava un editto contro i "Jugulatores" considerandoli buffoni osceni!
Afferma Dario Fo: "Della giullarata Francesco conosceva la tecnica, il mestiere e le regole assolute. Sappiamo da un gran numero di storici che il santo "jullare" non teneva mai prediche secondo la convenzione ecclesiastica, anzi, rifiutava l’andamento del sermone; non ne seguiva i canoni, lo svolgimento e la catarsi morale a conclusione. Iniziava sempre con un ribaltone". Sappiamo pure che cantava, recitava, gesticolava ecc.
Dario Fo ha ricostruito la "concione" di Bologna in una sorta di grammelot italico medievale, impostando la sequenza narrativa sulla classica "provocazione a rovescio" dei giullari, con l’esaltazione della guerra e la condanna della pace.
SABATO 13 DICEMBRE, ore 21.


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