

Fatti e misfatti di settembre 2013
Fratelli coltelli
“Al primo posto del mio Pd – ha tenuto a garantire Matteo Renzi – ci sarebbe la cancellazione delle correnti”.
Cosa, in effetti, buona e laicamente santa. Solo che, nel Pd almeno per ora non suo, non tutti ci credono oppure molti ci vedono sotto una “furbata”. “Spero – gli ha replicato, ad esempio, Stefano Fassina – che intenda eliminare non solo le correnti degli altri, ma anche quella di cui lui è a capo e che è una delle più strutturate”. Tenerezze tra fratelli coltelli.
Cugini coltelli
“Se tra i centristi c’è gente che si sente a disagio di stare nei gruppi di “Scelta civica” – ha mandato a dire, ai dirigenti apparentati dell’Udc, Mario Monti – può anche andarsene”.
I dirigenti apparentati dell’Udc, però, non hanno preso affatto bene questo non troppo sottinteso invito a levarsi dai supposti illustri piedi di Mario Monti e del suo Movimento. “Non ho dubbi sul fatto che il professore sia stato una eccellenza nel campo universitario – gli ha replicato, magari per conto di Pierferdinando Casini, l’onorevole Antonio Pedrazzoli – ma in uguale misura non ho alcun dubbio sul fatto che, come politico, sia un dilettante totale”. Tenerezze tra cugini coltelli.
Frodatori anonimi
“La Guardia di finanza – quattro anni fa – aveva scoperto e denunciato una frode per 300 milioni di euro, ai danni dello Stato, escogitata da una banda composta da due “cervelli” e una serie di prestanome di rango tra commercialisti, “manager”, dirigenti di enti vari, titolari di numerose immobiliari. Le indagini della Magistratura, dopo quella scoperta e quella denuncia, si sono però pigramente trascinate per ben tre anni, poi è scattato il rinvio a giudizio all’inizio di quest’anno, ma, a tutt’oggi, nessun giudice per l’udienza preliminare si è ancora interessato al pur clamoroso caso”.
La Guardia di finanza, quattro anni fa, aveva chiamato la sua indagine “Operazione Calipso”. “Calipso” dal nome di uno “yacht” a bordo del quale la banda di frodatori era solita alternare affari sporchi a festini e banchetti. Ma forse, anche se involontariamente e casualmente, rievocando il nome di quella ninfa Calipso, il cui nome deriva dal verbo greco “kalypto” che, tradotto in italiano, significa nascondere. Dopo anni, infatti, non solo sono ancora nascoste le carte processuali, ma, addirittura, anche i nomi dei frodatori più illustri. No: la legge non è uguale per tutti.
La guerra dei cartelli
“Il sottosegretario alla Pubblica istruzione, Micaela Biancofiore – dopo che il Ministro per gli affari regionali, Graziano Del Rio, e il Presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Aluis Durnwalder, hanno segretamente deciso di eliminare 1526 cartelli bilingue e di installarne dei nuovi soltanto in tedesco – ha ordinato 1526 cartelli di nuovo bilingue”.
Nel frattempo, tuttavia, non hanno perso tempo né i residenti e i turisti di lingua italiana né i residenti e i turisti di lingua tedesca e di lingua ladina. I primi, legittimamente, hanno riscritto in italiano, con pennarello nero indelebile, i nomi dei vari siti. I secondi, vergognosamente, hanno scritto, in un nuovo cartello, “Fockn Walsche”. Che significa, papale papale, “Italiani di merda”. Ad maiora.
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