

'Grisù, Giuseppe e Maria' fino al 1 marzo 2009 al Teatro Sala Umberto
Italia, anni 50. In un’epoca in cui la vita aveva ancora il sapore dei rapporti umani veri e intensi, nonostante le distanze fossero anch’esse reali, si svolge ‘Grisù, Giuseppe e Maria’. Questa splendida ricostruzione, viva, fresca, familiare, è in scena fino al 1 marzo 2009 al Teatro Sala Umberto, in via della Mercede 50.
Sul palcoscenico è stata fedelmente ricostruita la sagrestia d’una parrocchia, quella di un paesino di 500 anime vicino Napoli, Pozzuoli. Nella platea gremita si ride, anche senza le battute volgari di una comicità qualunquista da schermo televisivo. E ci si commuove un po’ vedendo la vecchia bicicletta, le carrozzine di una volta, ma anche quel peso sulla coscienza con cui si andava dal parroco a confessarsi.
E don Ciro, interpretato da Paolo Triestino, è sempre pronto ad ascoltare i peccati, ma anche a leggere le lettere a chi a scuola non ci è andato e a cercare di togliere dai guai le pecorelle smarrite..
Tradimenti, figli che nascono e che si hanno da mantenere nonostante la miseria, disgrazie e rimedi sorprendenti allietano la lunga serata. La commedia non scende mai di tono e non annoia, soprattutto perché è retta da bravi attori.
Ecco il regista, Nicola Pistoia che indossa i panni di Vincenzo, lo sgangherato sagrestano che non ne combina mai una giusta, ma che fa tanto ridere e anche un po’ tenerezza: orfano, pasciuto dalla suore, è capitato in sorte proprio al povero don Ciro…
E non mancano neppure le comari: Crescenza Guarnieri è donna Rosa, con il marito lontano e i 6 figli da sfamare ben incarna la matriarca che, nonostante una vita dura, riesce a mantenersi giovane, entusiasta, vitale e non si da mai per vinta.
Sandra Caruso è sua sorella donna Filomena, tutta casa e chiesa, ma con un insospettabile vizietto…
E Grisù? A questo nome Gianni Clementi, scrittore di questa e di tante altre gustose commedie, lega il senso di tutta la storia, quella antica della vita e della morte che si rincorrono, ma anche quella di un popolo che ha tanto migrato e tanto sofferto.
Per ulteriori informazioni sullo spettacolo contattare il Teatro Sala Umberto: 06.6794753/06.69925819; e-mail: teatro@salaumberto.com; link: www.salaumberto.com.
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