Categorie: Recensioni Film

Giuseppe Moscati, il medico proclamato Santo, diventa fiction

In onda mercoledì 26 e giovedì 27 settembre alle 21.10 su Rai Uno

Beppe Fiorello è il “medico dei poveri”, nel film di Giacomo Campiotti “Giuseppe Moscati”, in onda mercoledì 26 e giovedì 27 settembre alle 21.10 su Rai Uno. Vincitore del concorso internazionale del Roma Fiction Fest 2007 come miglior miniserie. E vincitore tra il pubblico che l’ha premiato con 15 minuti di applausi.
E’ un’opera televisiva esemplare che riesce a parlare in maniera profonda, sia alla mente che al cuore. Fa riflettere pur regalando spettacolo. Il regista Campiotti ha dichiarato di aver evitato di incorrere in due possibili rischi: quello di rendere poco terrena la figura di Moscati e quello della provincializzazione, a causa di ambienti e personaggi per lo più napoletani. Moscati è straordinariamente post-moderno. E’ un uomo che brucia e si consuma d’amore per gli altri. Vive di corsa, perché più persone visita, più ne salva, più allevia sofferenze. Vive in ambienti nei quali si teme la malattia e la morte. Ospedali, carceri, manicomi, contesti in cui l’altro, il diverso, è fuori perché può contagiare.
Moscati trasforma l’individuo in corpo perché vede la malattia come problema del corpo e non dell’anima. Moscati dice.” Non dobbiamo considerare il dolore come una contrazione fisica, ma come un grido d’aiuto che un fratello ci chiede dal profondo dell’anima”.
Uomo di scienza e di fede. Moscati ascoltava anche spiritualmente i malati e, pur non facendo niente di clamoroso, in tutta la sua vita, nelle piccole e grandi scelte di ogni giorno, ha sempre seguito la via della Giustizia, della Solidarietà e dell’ Amore. Proclamato santo da Papa Wojtyla. Moscati è diventato santo giorno dopo giorno, mettendo in secondo piano i suoi interessi e i suoi desideri. Tra gli altri protagonisti: Ettore Bassi, Kasia Smutniak , Paola Casella, Antonella Stefanucci Emanuela Grimalda e Giuseppe Zeno che veste i panni di Arcangelo, allievo di Moscati.
Il film è stato girato a Napoli, città nella quale Moscati ha trascorso gli anni della sua giovinezza, compiuto gli studi di medicina, il suo intero percorso umano e scientifico e, dove ha vissuto fino alla morte, nel 1927, stroncato a soli 46 anni. Parte degli esterni è stata invece realizzata nel centro storico di Cosenza, un teatro di posa perfetto per un film d’epoca dove sono ambientate le scene che si rifanno al capoluogo campano della fine dell’800 e dei primi del Novecento.

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