

Situazione di desolazione attorno al complesso residenziale “Bufalotta-Cinquina”. I cittadini chiedono chiarezza
Da Porta di Roma, superando il Grande Raccordo Anulare, si arriva a Cinquina, quartiere lungo la via Bufalotta, nel IV Municipio. La situazione davanti alla quale ci si trova, è subito di grande desolazione: da anni all’orizzonte si scorgono enormi palazzoni, casermoni alienati dal resto del paesaggio, la maggior parte dei quali in costruzione, se non altri cantieri completamente abbandonati.
Costruttori e aziende dominano così la vita del singolo cittadino e del suo diritto a un paesaggio decoroso. Molte opere non sono state completate perché gli appartamenti sono rimasti senza acquirenti: tutto quello che rimane delle vendite sono solo cartelli di “ufficio vendite”.
Insomma, una zona residenziale a due passi da un’area verde come la riserva della Marcigliana è diventata il “paradiso dei palazzinari”. Ecco cos’è diventato il complesso residenziale “Bufalotta-Cinquina”.
La concessione edilizia fu concessa parecchi anni fa, ma la speculazione, come si può vedere ad occhio nudo, ha avuto la meglio.
Ad esempio, via di Tor San Giovanni, la via che funge da unico collegamento del quartiere con il centro, che si immette poi nella via Bufalotta: completamente in dissesto.
Ad aggravare la situazione, il fatto che queste zone siano del tutto mal collegate nei confronti del centro, anche perché alcuni comprensori (come le Convenzioni A e B) si sono addirittura espansi sulle stesse strade, non permettendo all’Atac di garantire un servizio adeguato alle necessità della cittadinanza.
Da anni il Comitato di quartiere lotta per ottenere il completamento delle opere d’obbligo da parte dei costruttori e la sistemazione della minima viabilità necessaria al quartiere, ma senza grandi risultati.
Ancor di più oggi la gente chiede il ripristino delle regole e delle condizioni minime di vivibilità, sia al Sindaco Alemanno che al presidente del IV Municipio Bonelli: con quest’ultimo, si era avuto un incontro con i cittadini presso il Comitato di quartiere, ma ancora tutto tace.
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