Categorie: Costume e Società
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Gli stranieri in Italia sono per l’Istat 3 milioni e mezzo

Ma per la Caritas mancano all'appello altri 700 mila non registrati all'anagrafe.
Il 20 per cento degli immigrati vive tra Roma e Milano

Qui di seguito pubblichiamo un interessante articolo di Corrado Giustiniani, tratto da Il Messaggero del 10 ottobre 2008

ROMA – Fino a metà degli anni ’70, l’Italia era ancora terra d’emigrazione. E’ dal 1976 che la nostra storia è cambiata, con gli arrivi che hanno iniziato a superare le partenze. Ma in trent’anni di immigrazione nel nostro paese, non c’era mai stato un aumento come quello segnato nel 2007: mezzo milione di stranieri in più, nell’arco di 12 mesi appena. Come se, dal nulla, si fosse materializzata la popolazione di una città della grandezza di Bologna, se basta. Lo ha registrato l’Istat, il nostro Istituto di statistica, che lo definisce, appunto, «l’incremento più elevato mai registrato nel corso della storia dell’immigrazione del nostro paese» e lo attribuisce al forte aumento dei romeni, cresciuti dell’83 per cento, e cioè di 283 mila unità, grazie all’ingresso del loro paese nell’Unione europea, tanto che ora sono la prima nazionalità straniera davanti ad albanesi e marocchini, con 626 mila residenti (ma la Caritas ne stima più di 1 milione).
Secondo l’Istat, dunque, gli stranieri regolari residenti in Italia al 1 gennaio 2008 erano 3 milioni 432.651, con un aumento di 493 mila 729 unità rispetto al 1 gennaio dell’anno prima: il 17 per cento in più. Ma attenzione, perché l’Istat sottostima il fenomeno, visto che i suoi dati si basano sulle registrazioni delle anagrafi degli 8 mila 101 comuni italiani. «In genere lo straniero regolare si registra in un secondo momento» afferma Franco Pittau, responsabile del Dossier immigrazione della Caritas. «E quando decide di farlo, deve affrontare una trafila burocratica che dura da sei mesi a un anno, e che davvero non fa onore al vostro paese» aggiunge Simona Farcas, presidente dell’Associazione Italia-Romania Futuro insieme, imprenditrice e candidata a rappresentare i romeni che vivono all’estero nel Parlamento di Bucarest, che verrà rinnovato il 30 novembre.
Quanti sono allora gli stranieri residenti in Italia? L’Istat ne calcolava, al 1 gennaio 2007, 2 milioni e 940 mila circa e la Caritas 3 milioni 690 mila, dunque 750 mila in più. Se la forbice si è mantenuta intatta, e lo sapremo alla presentazione del nuovo Dossier Caritas, il prossimo 30 ottobre, siamo a circa 4 milioni e 200 mila regolari. A questi vanno aggiunti irregolari e clandestini. Il prefetto Mario Morcone, responsabile del Dipartimento immigrazione del ministero dell’Interno, considera realistica una stima di 650-700 mila unità. Nessuno ci potrà smentire, dunque, se concludiamo che l’Italia in questo momento ospita quasi 5 milioni di stranieri.
Ma torniamo ai dati ufficiali. Grazie all’apporto degli stranieri, pari al 5,9 per cento della popolazione, il complesso della popolazione residente in Italia è salito a 59 milioni e 619 mila unità nel corso del 2007. I nuclei familiari iscritti con capofamiglia straniero sono in tutto 1 milione 367 mila. Fra i comuni più piccoli, il record di incidenza di immigrati si registra a Monticiano (provincia di Siena) e Telgate (Bergamo) con il 22 per cento, mentre il 20 viene toccato ad Arzignano e Lonigo, in provincia di Vicenza. Fra le province, si supera il 10 per cento a Prato, Brescia, Reggio Emilia, Mantova, Treviso, Piacenza.
Ma in continuo aumento sono anche i nati da genitori stranieri: 64 mila 049 nel 2007: un record, l’11,4 per cento di tutti i neonati del paese. La provincia con la quota più elevata di culle straniere è Prato, con quasi una su tre. Le marche sono la regione con i valori più elevati: 15,4 nati stranieri ogni cento nati, seguite dalla Toscana, con 15,2. Lo stock degli stranieri nati in tutti questi anni in Italia è di 457 mila unità e i minori sono per l’Istat 767 mila individui: è l’esercito delle seconde generazioni.
Quasi la metà degli stranieri (il 47 per cento, e cioé un milione e 616 mila individui) proviene dai paesi dell’Est europeo. In provincia di Milano vive il 10 per cento di tutti gli immigrati residenti in Italia, ma Roma è subito dietro con il 9,4 per cento. Si può dire dunque che uno straniero ogni cinque vive o nell’area della capitale o in quella milanese. La distribuzione sul territorio è assai disomogenea: il 62,5 per cento al Nord, il 25 nelle regioni centrali, e il residuo 12,5 nel Sud, comunque in crescita. Quanto al sesso, la comunità dove la prevalenza ”rosa” più marcata è quella ucraina, la nazionalità delle badanti, con 24 maschi ogni cento femmine. Sul fronte opposto il Senegal: 417 uomini ogni cento donne.

Corrado Giustiniani

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