Grande successo per Filumena Marturano al Teatro Argentina

Mancano pochi giorni al termine di “Filumena Marturano”, la commedia di Eduardo De Filippo che ha registrato, al Teatro Argentina, ogni sera il ‘tutto esaurito’. Non poteva essere altrimenti.
Una grande commedia, tra quelle che l’autore definiva “sociali”, diretta da un grande regista italiano, Francesco Rosi, legato a film come “C’era una volta” con Omar Shariff e Sofia Loren, non poteva che trovare grande riscontro tra il pubblico romano. Senza dimenticare il cast d’eccezione: Lina Sastri (strepitosa), Luca De Filippo, Nicola di Pinto.
Rappresentata per la prima volta al Politeama di Napoli il 7 novembre 1946, “Filumena Marturano” è, delle commedie di Eduardo, la più rappresentata in tutto il mondo.
Sono state tante anche le trasposizioni cinematografiche e televisive, e tante le traduzioni in varie lingue, soprattutto l’inglese, che l’ha portata ad essere rappresentata sia a Londra che a Broadway.

Filumena conduce il filo del dramma con la sapienza e la determinazione dovute al sentimento di una maternità tenuta segreta per anni e poi rivelata. Ha tre figli, avuti da tre uomini diversi, li ha voluti, li ha cresciuti, li ha assistiti, rimanendo nell’ombra senza mai rivelarsi come madre. Solo di uno è sicura la paternità, il figlio di Domenico Soriano, ma Domenico non lo sa e non lo deve sapere. Quando Filumena decide che lo deve sapere glielo dirà, non dirà altro, chi è, come si chiama, come vive: perché “i figli so’ figli” e devono essere tutti uguali.

La commedia di Eduardo porta al pubblico il problema dei diritti dei figli illegittimi mentre l’Assemblea Costituente svolgeva un dibattito sulla famiglia e sui figli nati fuori dal matrimonio. La tematica affrontata da Eduardo offre materia di riflessione per affrontare il drammatico problema. Il 23 aprile 1947 l’Assemblea Costituente approva l’articolo che stabilisce il diritto-dovere dei genitori di mantenere, istruire e educare anche i figli nati fuori dal matrimonio. Nel febbraio del 1955 verrà approvata la legge che abolirà l’uso dell’espressione “figlio di N.N.”. Domenico Soriano sposa Filumena Marturano, i tre figli si chiameranno Soriano, avranno gli stessi diritti tutti e tre, e lo stesso amore.

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