

I dati, rilevati domenica mattina su circa 18mila impianti
L’ennesimo scossone geopolitico ha raggiunto direttamente i portafogli degli automobilisti italiani.
L’apertura del nuovo fronte di guerra tra Israele e Iran ha mandato in subbuglio i mercati petroliferi internazionali, innescando un effetto domino che, nel giro di pochi giorni, ha fatto lievitare i prezzi dei carburanti anche in Italia.
Il prezzo del Brent, il petrolio di riferimento europeo, è balzato di circa il 10%, tornando a quota 75 dollari al barile, livelli che non si vedevano dai primi di aprile. A seguire, anche le quotazioni dei prodotti raffinati nel Mediterraneo – in particolare benzina e gasolio – sono volate ai massimi da oltre due mesi.

E così, nel fine settimana, i distributori hanno ritoccato al rialzo i listini. Secondo la Staffetta Quotidiana, Eni ha aumentato di 1 centesimo al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio, mentre IP e Q8 hanno spinto ancora di più sul gasolio, con rincari fino a 2 centesimi al litro.
Il risultato? Nella media nazionale:
Benzina self service: 1,707 €/litro
Diesel self service: 1,605 €/litro
Benzina servito: 1,846 €/litro
Diesel servito: 1,745 €/litro
I dati, rilevati domenica mattina su circa 18mila impianti, mostrano aumenti su tutta la linea, con le pompe bianche leggermente più economiche rispetto ai distributori delle grandi compagnie.
Se benzina e gasolio salgono, va segnalato il lieve calo del GPL (0,709 €/l, -1 cent) e del metano (1,439 €/kg, -2 cent). Stabile il prezzo del GNL (gas naturale liquefatto), fermo a 1,270 €/kg.
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