

Fatti e misfatti di maggio 2013
Guglielmo il traghettatore
“Sarà Guglielmo Epifani – ha votato la maggioranza dell’Assemblea nazionale del Pd – il “traghettatore” che dovrà condurre il partito fino al prossimo congresso di ottobre”.
Niente più Speranza, Roberto Speranza, dunque, per il Pd. Ma un ritroso Gugliemo il quale, alla fine, ha accettato il ruolo di traghettatore per spirito di servizio. Poveraccio, però. Lui non ha infatti, come il traghettatore Caronte nel terzo canto dell’ “Inferno” dantesco, “occhi di bragia” e non è neppure così “vecchio e bianco per antico pelo”. Non è un giovanotto, certo, non ha uno sguardo così di fuoco e, semmai, il suo antico pelo politico è sempre stato rosso e non bianco. Ma che cosa importa? Quello che importa è che, per Guglielmo il traghettatore, si è voluto “così colà dove si puote ciò che si vuole e più non dimandare”. Lui ora traghetti, insomma, per “menare” il Pd “a l’altra riva” ottobrina. Poi si vedrà.
Chi di “vaffa” ferisce…
“Trenta, se non cinquanta, “5 stelle” – le voci si rincorrono tra la Camera e il Senato – sarebbero seriamente intenzionati ad abbandonare Beppe Grillo e a formare un proprio gruppo politico”.
Quali i motivi? Un po’ per la questione della diaria che non vogliono decurtare, un po’ perché favorevoli invece alla cittadinanza a tutti i nati in Italia, ma molto perché stanchi di essere trattati come schiavi da un furioso “padre padrone”. Si dovrebbe conoscere qualcosa di più lunedi prossimo, comunque, quando i parlamentari “5 stelle” si riuniranno senza avere significativamente invitato né Grillo né Casaleggio. I quali, dunque, dovrebbero preoccuparsi e, nel caso si arrivasse davvero ad una così forte scissione, dovrebbero forse cominciare a ridimensionarsi, da “Movimento 5 stelle”, a “Movimento 4 stelle”. E Beppe, in particolare, dovrebbe meditare su un proverbio rimodulato apposta per lui: “chi di “vaffa” ferisce di “vaffa” perisce”.
Una “multopoli” romana?
“Sta venendo fuori – da un’inchiesta avviata dalla Procura – che, all’Ufficio contravvenzioni dei vigili urbani di Roma, le multe, negli ultimi due anni, vengono ripartite tra fascicoli di “Serie A” e fascicoli di “Serie B””.
Ma con quale criterio? Nei fascicoli di “Serie A” le multe di personaggi ed istituzioni di rilievo, nei fascicoli di “Serie B” quelle dei comuni cittadini. E per quale motivo? Per il motivo che, mentre le multe dei comuni cittadini vengono “lavorate” per arrivare puntualmente all’incasso, le multe dei personaggi e delle istituzioni di rilievo vengono “lavorate” per eliminarne ogni traccia e ogni possibilità di incasso. Per non gettare ombre inquietanti sull’intero Corpo dei vigili urbani di Roma, poiché la Procura ha già individuato due responsabili di questo scandalo, non sarebbe male se, intanto, fossero messi fuori squadra loro. In attesa di eventuali correi. E, alla fine dell’inchiesta, di un’eventuale squalifica a vita.
Il Matteo delle sue brame
“Vedrei bene in un mio film – ha confidato, al quotidiano “Qui Firenze”, il regista del porno Tinto Brass – il vostro sindaco Matteo Renzi”.
Nudo?
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