I bilanci Partecipativi in Europa

Di cosa si tratta, spiegato nel nuovo libro di Sintomer ed Allegretti
di LP e PT - 26 Novembre 2009

Oltre 150 esperienze in corso di realizzazione in tutta Europa. Oltre 6 milioni di cittadini coinvolti. Con una crescita esponenziale negli ultimi dieci anni, il Bilancio Partecipativo si pone sempre più come uno degli strumenti fondamentali di partecipazione diretta dei cittadini alle scelte delle pubbliche amministrazioni.

Ma, soprattutto in questi tempi di crisi, quali cambiamenti promette questa utopia concreta? Quali metodi suggerisce per affrontare collettivamente alcuni mali del nostro tempo?

Di questi temi si è parlato il 23 novembre, presso la Sala della Mercede della Camera dei Deputati, in occasione della presentazione del libro "I bilanci partecipativi in Europa: nuove esperienze democratiche nel vecchio continente", edito da Ediesse per la collana NuovoMunicpio.

Il volume, i cui curatori sono Yves Sintomer e Giovanni Allegretti è il risultato di una ricerca collettiva finanziata dalla Fondazione Hans-Bockler, a cui hanno preso parte ricercatori provenienti da tutta Europa.

Il libro presenta una sintesi della prima ricerca comparativa condotta nel vecchio continente sui bilanci partecipativi. Approfondisce una cinquantina di esperienze e amplia l’orizzonte ad oltre 150 pratiche sviluppatesi dall’inizio del millennio. Alla base della ricerca c’è un’ipotesi forte: le esperienze analizzate dimostrano che, affinché i servizi pubblici possano superare la ristrettezza delle logiche di mercato, essi devono mettersi davvero al servizio del pubblico. La sfida cruciale sta dunque nel capire come la modernizzazione amministrativa e la partecipazione possano procedere insieme.

Insieme ai due curatori, hanno discusso del libro il prof. Umberto Allegretti del Centro per la Riforma dello Stato, il prof. Ernesto d’Albergo della Sapienza Università di Roma, Angelo M. Cirasino Responsabile Comunicazione della Rete Nuovo Municipio, Susanna Fantino Presidente del Municipio IX di Roma, Luigi Nieri Assessore al Bilancio e alla Partecipazione della Regione Lazio, Anna Paola Peratoner giá Consigliera delegata al Bilancio Partecipativo del Comune di Udine.

Tutti i relatori hanno sottolineato l’importanza della ricerca e della pubblicazione, come strumento di conoscenza sia scientifico che politico, di sostegno sia alla politica che alla società civile nella realizzazione e diffusione delle pratiche partecipative.
Il prof. D’Albergo ne ha evidenziato anche il grande rigore scientifico e metodologico, che consente a questo lavoro di fare ordine tra le diverse esperienze di Bilancio Partecipativo. Mentre la Presidente Fantino ha focalizzato il suo intervento sulla funzione pedagogica che la partecipazione può avere, per restituire ai cittadini “una nuova cultura politica” a partire dalla consapevolezza del funzionamento delle istituzioni democratiche. La stessa Fantino ha anche denunciato come un limite ed una debolezza nell’azione dei Municipi romani, anche in tema di partecipazione, la mancanza di una adeguata autonomia di bilancio rispetto al Comune di Roma.

Molta dell’esperienza italiana contenuta nel libro fa riferimento alle riflessioni, alle sperimentazioni ed alle pratiche realizzate nel Lazio. Questo aspetto è stato messo in risalto dall’assessore Luigi Nieri, il cui operato in questi anni è stato fortemente indirizzato verso il sostegno alla partecipazione. Il punto centrale oggi, secondo l’assessore, è quello di fare in modo che i bilanci partecipativi riescano ad incidere realmente sui processi e sui risultati e, allo stesso tempo, di puntare sulla sfida futura: modernizzare la Pubblica Amministrazione con la partecipazione dei cittadini.

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Tante esperienze positive per realizzare un altro mondo possibile è stato il commento di Anna Paola Peratoner, che vede nei contenuti di questo libro tante buone ragioni per decidere di impegnarsi in politica.

I due autori del volume hanno concluso la giornata con un invito a riflettere collettivamente per generare innovazione, superando sia il vecchio modello burocratico che quello più recente di eccessivo ricorso al mercato ed ai meccanismi del privato. La politica deve avere più fiducia nei cittadini, la partecipazione deve diventare elemento di giustizia sociale.


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