I cittadini del Municipio XI ribadiscono il loro assoluto ‘NO’ al quartiere I-60

Lo scorso 22 maggio nell’assemblea pubblica presso la chiesa San Josemaria Escrivar. Mobilitazione verso il confronto del 9 giugno all’Urban Center
di Mauro Carbonaro - 26 Maggio 2009

Si fa sempre più pressante la protesta dei cittadini contro il progetto edificatorio I-60 di via Grotta Perfetta. Nell’assemblea pubblica dello scorso 22 maggio, presso la chiesa San Josemaria Escrivar, davanti ad una platea di circa 60 persone, i comitati e le associazioni locali riunite nel coordinamento territoriale XI, hanno ribadito il loro assoluto “NO” al più grande intervento di edilizia commerciale degli ultimi 30 anni nel Municipio XI.

“Voglio appoggiare e affiancare con la mia esperienza la vostra battaglia”, a parlare è Massimiliano Di Gioia, presidente dell’associazione Colle della Strega, sorta nel 2000 con lo scopo di salvaguardare l’Area Verde del Fosso della Cecchignola, “per queste ragioni credo che la possibilità di avviare una proposta di iniziativa popolare sia la strada maggiormente percorribile. La nostra esperienza ci ricorda come noi fummo in grado di arrivare a raccogliere 16 mila firme per non edificare, contro quel progetto che, casualità, vedeva impegnato lo stesso costruttore del parcheggio del Pincio”.

Spunti di grande interesse quelli usciti dall’assemblea pubblica, sia con la conferma della delibera di iniziativa popolare da avanzare al Sindaco, sia in vista dell’annunciato tavolo di confronto del prossimo 9 giugno all’Urban Center.
“La mobilitazione delle scorse settimane, conseguenza del nostro continuo impegno e del crescente interesse dei residenti, ha finalmente smosso anche il Comune di Roma. Avevamo fatto richiesta dei progetti sul futuro quartiere già dallo scorso ottobre, bussando alla porta del consigliere Andrea De Priamo e del presidente della commissione Urbanistica Marco Di Cosimo, ma non ottenemmo nulla più che promesse d’incontro da lì ad un mese, mai mantenute.
Nonostante tutto il prossimo 9 giugno, presso l’Urban Center di via Odero alla Garbatella, siamo lieti di annunciare il tanto agognato tavolo di confronto con il presidente dell’XI municipio Andrea Catarci e soprattutto l’assessore all’urbanistica del Comune di Roma, Marco Corsini.”

Incontro che, il prossimo 9 giugno, porterà una maggiore chiarezza sulle possibilità del coordinamento e dei cittadini di ottenere una moratoria sul progetto, in vista del termine degli scavi archeologici, prevista per il prossimo settembre.

Meno convinto è però apparso il consigliere PDL Marco Perissa, intervenuto all’assemblea pubblica, sottolineando l’importanza della battaglia che i cittadini stanno portando avanti. “Sono contento di portare il mio appoggio ai cittadini su questa apprezzabile azione – ha affermato il consigliere Perissa – ma penso che l’unica possibilità su cui lavorare è quella della proposta di iniziativa popolare, unica arma che i cittadini hanno per impedire l’edificazione dei 200 mila metri cubi supplementari, oltre i previsti dalla delibera comunale già votata a suo tempo. Stiamo parlando di un progetto che ad onor del vero nel 2006 ricevette voto favorevole anche nel consiglio municipale e credo che non ci siano i tempi tecnici e le possibilità per arrivare ad una moratoria sul piano originale, quello da 200 mila metri cubi, che nell’ottica dell’emergenza abitativa può rappresentare una soluzione favorevole.”

Le parole del consigliere Perissa hanno però incontrato il forte dissenso dei presenti all’assemblea, “il piano originale di cui parla il consigliere – ha ribattuto uno dei cittadini del coordinamento – è il piano che venne realizzato nel 1960, ben 49 anni fa, quando nella zona di via Grotta Perfetta non c’era altro che il verde della campagna. Sembra anacronistico considerare fattibile la costruzione di 200 mila cubi di cemento a quasi 50 anni di distanza quando ormai da via Berto fino al centro commerciale “I Granai” sono state realizzate decine e decine di costruzioni sempre secondo le logiche dei costruttori e delle speculazioni private. A tale ragione confermiamo la nostra assoluta opposizione ad ogni idea di speculazione sulla nostra pelle.”


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