I misteri del Progetto nel Parco Prampolini

La Soprintendenza chiede l'intervento della Polizia di Roma Capitale per «verificare l'eventuale realizzazione di opere prive di autorizzazione»
Alessandro Moriconi - 9 Marzo 2021

Misteri e ombre aleggiano sul Progetto Parco Prampolini, da quando la Maggioranza capitolina e municipale, i Dipartimenti e la Asl Roma 2  (vedi annuncio progetto pubblicato il 23 dicembre 2020) hanno deciso, passando sopra ogni cosa, compresi i residenti, di dare le gambe a un progetto di integrazione sociale, certamente lodevole, ma prevaricando tutte le aspettative dei residenti sull’utilizzo e il godimento dell’intero Parco.

Un  parco che, è bene ricordarlo, è tutelato dalle leggi che regolamentano ogni azione che sia compiuta in aree archeologiche e con resti antichi che sono un tutt’uno con il paesaggio circostante.

I comportamenti  tenuti dalle istituzioni sono a dir poco anomali, tipici più dei proprietari di in bene che di amministratori temporanei di beni pubblici.  Sedute di Commissione, audizioni e sedute di Consiglio praticamente farlocche, in quanto tutto deciso con prepotente ostinazione.

Ma non tutti nel Consiglio del V Municipio hanno abbassato supinamente il capo e, oltre al consigliere Fabio Piattoni – che ce lo aveva annunciato il 6 febbraio nel corso del nostro sopralluogo nel Parco – molti consiglieri dell’opposizione hanno denunciato il modo con cui Boccuzzi e la sua squadra hanno finora condotto la realizzazione del progetto.

La conferma della Soprintendenza: l’area è soggetta a salvaguardia

«Pressapochismo? – si chiede in un post dell’8 marzo sulla sua pagina Facebook il consigliere Piattoni – Poca Trasparenza/Partecipazione? Cattiva Gestione del Patrimonio Immobiliare Pubblico? Ognuno tirerà le sue di conclusioni. Ma, in questo caso, mi dispiace dire “avevo ragione”. È da diverso tempo, oramai, che porto alla attenzione di tutti la gestione di Parco Prampolini e in particolar modo il Bando di Gara “Progetto Parco Prampolini” con impegno di spesa di  550.723,42 euro, gestito da Roma Capitale (consultabile al link: https://www.comune.roma.it/web/it/bando-concorso.page?contentId=BEC737502).»

Quindi il Consigliere informa di aver ricevuto dalla Soprintendenza Speciale Archeologica Belle Arti e Paesaggio di Roma la conferma che: «”l’area archeologica in questione è soggetta alle norme di salvaguardia ex artt. 10-12 del Codice dei Beni Culturali, pertanto ogni eventuale realizzazione nel parco deve essere sottoposta al vaglio di questa Soprintendenza” aggiungendo che “non risulta attualmente agli atti di questo Ufficio nessuna richiesta di parere in merito a progetti da realizzare nel Parco”. La Soprintendenza chiede l’intervento  della Polizia di Roma Capitale per “verificare l’eventuale realizzazione di opere prive di autorizzazione all’interno dell’area”. Rammento – conclude il post di Piattoni – che ai sensi del Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (codice dei beni culturali) anche le opere eseguite in assenza di autorizzazione (art. 181) sono elencate nel TITOLO II “SANZIONI PENALI”. Quindi Parco Prampolini esattamente come Villa Gordiani: nessuno (N-E-S-S-U-N-O) può realizzare opere nel parco senza autorizzazione preventiva della Soprintendenza!».

Sulla questione è noto anche l’impegno del consigliere Christian Belluzzo anche con delle ricerche presso la Sovrintendenza e del Vice Pres. del Consiglio comunale Figliomeni che oltre alle interrogazioni è uscito anche con duri comunicati stampa (pubblicati anche su Abitare a Roma).

È perciò ormai tempo che tutte le ombre, ben documentate nei verbali delle Commissioni, dove sono intervenuti anche i residenti del Piano di Zona Prampolini, e quanto il consigliere Piattoni ha affidato alle pagine di FB siano spazzate via in nome della trasparenza e della legalità!

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