

Negli scaffali del primo centro commerciale romeno della capitale, in zona Tiburtina, soprattutto prodotti italiani
‘La strada’ è il primo centro commerciale romeno in Italia, aperto nella capitale in zona Tiburtina. Negli scaffali del supermercato, però, ci sono soprattutto prodotti italiani. «Di romeno c’è ben poco», fa notare un’anziana signora. A motivare quest’apparente incongruenza, sono gli stessi romeni: «Io preferisco comprare il latte e le cose da mangiare italiane per una questione di qualità» dice Mirela, in Italia da 7 anni. E come lei la pensano tanti suoi connazionali che acquistano il made in Italy perché si fidano di più. Certi della qualità dei prodotti del Belpaese sono gli stessi gestori del supermercato che al reparto macelleria offrono solo carne italiana. Al banco salumi, poi, a servire i clienti, ci sono due ragazze italiane: Francesca e Tiziana. «I clienti italiani, soprattutto le persone anziane, sono diffidenti nei confronti dei romeni e quando fanno la spesa vogliono persone di cui fidarsi, della loro nazionalità», dice Francesca. Conferma, a modo suo, Valentin Daeanu, uno dei gestori: «Quando i clienti sentono accento romano comprano di più».
I romani vanno al centro commerciale soprattutto per curiosità: «Abitiamo qui vicino e siamo venuti a vedere cosa di tipico offre questo negozio» dice una coppia di anziani signori, muniti di lente d’ingrandimento per leggere bene ‘le etichette’. Nemmeno gli italiani, insomma, si fidano dei prodotti romeni e il più delle volte se ne tornano a casa a mani a vuote. In verità, c’è qualche temerario che vuole sperimentare nuovi sapori e inizia con i salami, prodotto di punta del made in România. Al banco salumi, ce ne sono quasi 20, di ogni tipo. Il più venduto (agli italiani) è il ‘Vara’ con carne di maiale e una dose massiccia di aglio. Per Pasqua è in arrivo il ‘Caltabos’: cuore, fegato e lingua di maiale, più aglio e spezie varie. È qui chissà se i temerari demorderanno oppure no.
A 600 metri dal Centro commerciale c’è una piccola salumeria che vende “esclusivamente” prodotti polacchi. Anche qui primeggia il salame. Ma loro non temono la concorrenza: «Noi non siamo come gli italiani, competitori su tutto, anzi siamo contenti per loro» assicura la proprietaria della bottega. Ma la fioraia di Piazza Bologna, polacca (ndr), dice chiaramente: «Io non comprerei mai dai romeni, si sa che sono sporchi».
Intanto ‘La strada’ cerca di farsi largo come centro socio-culturale. Ieri pomeriggio è stato firmato un protocollo d’intesa con il CNA World di Roma, la Confederazione Nazionale Artigianato che si occupa di promuovere le piccole e medie imprese straniere. «Nella capitale il 30% degli iscritti è costituito da imprenditori romeni», dice Claudio Capezzuoli, responsabile dell’Associazione. Il protocollo ha la durata di due anni e prevede l’organizzazione, all’interno del Centro commerciale, di periodiche conferenze sul tema dell’imprenditoria straniera. C’è anche un premio, il Masterul Manole, che andrà al romeno che, con la sua attività, si è maggiormente distinto. È probabile che sia un produttore di salami.
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