

Fatti e misfatti di giugno 2013
Il “braccio di ferro” di Silvio e il bacio di Angela
“Per tutelare gli interessi dell’Italia – va ripetendo Silvio Berlusconi – occorre riprendere il “braccio di ferro” con la Cancelliera tedesca Angela Merkel”.
Ma la Cancelliera tedesca Angela Merkel non è persona da impressionarsi tanto facilmente e, poi, è una furba donna di mondo. Cosicché, appena ha visto comparire, al “G8”, il nuovo “premier” italiano Enrico Letta, gli è corsa incontro, lo ha abbracciato e gli ha schioccato un sonoro bacio su una guancia. E tanti saluti al berlusconiano “braccio di ferro”.
18 miliardi che vanno e 10 che tornano
“Ogni anno – ha ricordato, in questi giorni, qualche economista – l’Italia versa 18 miliardi di euro per stare nell’Unione europea, ma poi le tornano indietro, in vario modo, solo 10 miliardi”.
Una differenza, quindi, di ben 8 miliardi. Che – secondo quanto viene sostenuto – costituiscono il contributo per i costi dell’Unione. Compresi i costi, magari, delle continue lezioni che vengono impartite, soprattutto all’Italia, dai numerosi “maestrini” tedeschi. Così bravi – come si sa – a spiare gli altri dal buco della serratura per evitare di guardare quanto avviene nelle loro stanze tutt’altro che limpide.
Nuove tecnologie e vecchie blatte
“Qui – si sono lamentati al Tribunale di Milano – non ci sono i soldi neppure per combattere gli scarafaggi che infestano gli uffici”.
Lamentela giusta, anche in nome di precise norme sanitarie, se non ci fosse tuttavia un però. Il però che il Tribunale di Milano non è stato lasciato affatto senza soldi tanto è vero che si è recentemente dotato di nuovi telefoni (quando quelli che c’erano funzionavano perfettamente), di nuove fotocopiatrici (quando erano state già cambiate appena due anni fa), di nuovi “monitor” per “computer” grandi come televisori (per vederci meglio Cappuccetto rosso?) Il fatto, appunto, non è che il Tribunale di Milano sia stato lasciato senza soldi. Il fatto è che questi soldi li ha spesi per cose non necessarie. E senza alcun criterio. Al punto di non avere più in cassa, alla fine, nemmeno qualche euro per combattere gli scarafaggi a passeggio nei suoi uffici. Magari anche sui telefoni nuovi di zecca, dentro le modernissime fotocopiatrici, piccoli esseri schifosi sugli immensi bellissimi “monitor” dei “computer”. In nome, comunque, della legge. Ma, chiaramente, della “Legge del Menga”: chi l’ha voluto se lo tenga.
C’è piede e piede
“Dopo che la vicepresidente del Senato, Valeria Fedeli, è caduta e si è leggermente ferita alla testa per avere appoggiato un piede dove mancavano alcuni cubetti di porfido – è accaduto a Torino – il sito è stato transennato e immediatamente riparato”.
Né a Torino né altrove, però, transennamento e immediata riparazione avvengono quando è un cittadino qualunque a mettere un piede in una buca e ad infortunarsi anche più che leggermente. Ma allora? Allora sarebbe il caso che ogni parlamentare curasse così veramente e concretamente il suo collegio elettorale da andarsene in giro per le strade, mettere un piede in una buca e cadere giù senza, magari, farsi male. Ma facendo intervenire immediatamente i riparatori comunali. In nome e per conto di un nuovo aspetto di “impar condicio”. D’altra parte, suvvia, si vuol mettere un piede parlamentare e un piede di casalinga o di ragioniere?
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