

Fatti e misfatti di aprile 2013
Il cinismo del tu no e del tu sì
“Altri due imprenditori strozzati dalle tasse e senza più la possibilità di portare avanti le loro aziende – è accaduto ieri – si sono uccisi. Uno nel Ferrarese, l’altro a Lipari”.
Oggi, invece, è accaduto che il Consiglio dei Ministri guidato ancora dal professor Mario Monti, convocato per dare attuazione concreta ai primi pagamenti ed interventi in favore delle imprese creditrici, ha deciso di non decidere e di riconvocarsi di qui a qualche giorno. Mancanza attuale, evidentemente, di soldi in cassa. E con due speranze. La prima, furbescamente politica, di lasciare la “patata bollente” ad un auspicato nuovo Governo più immediato possibile. La seconda, al limite di un ipotetico cinismo, di lasciar suicidare il maggior numero di imprenditori in attesa ormai lunga e disperata del dovuto. Anche perché, immediatamente, c’è da conteggiare e pagare liquidazioni e vitalizi d’oro, per circa tre milioni di euro, a seicento parlamentari non rieletti. Come 250 mila euro a Gianfranco Fini, 217 mila a Massimo D’Alema, 216 mila a Livia Turco e a Domenico Nania, 175 mila a Roberto Maroni, 174 mila a Franco Marini, 158 mila a Gianfranco Micciché, 157 mila a Beppe Pisanu, 141 mila a Italo Bocchino, a Marcello Dell’Utri, a Claudio Scajola e così via sborsando. Perché, magari, non si suicidano per un’attesa troppo lunga. E perché le norme impongono che tali compensi debbano essere pagati, inderogabilmente, entro un mese dalla cessazione del mandato. Quelli, sì, inderogabilmente entro le scadenze di legge. Gli altri creditori che si uccidano pure…
L’autogoal del sito Pd
“Nella grande testata che apre il sito del Pd – con lo scopo di indicare l’unica via di uscita per arrivare ad un Governo di cambiamento e di riforme – è apparsa una rotonda dove, se si va a sinistra, c’è il segnale di strada senza sbocco, se si va diritti, c’è il segnale di divieto di transito e si può dunque procedere senza alcun impedimento solo se si va a destra”.
Gli “autogoals”, evidentemente, non li segnano soltanto i giocatori di pallone: li segnano anche i curatori della pubblicità Pd.
Storico il voto, ma le ripercussioni?
“Voto storico – è stato definito – quello che, al Palazzo di Vetro dell’Onu, ha approvato a maggioranza il primo trattato internazionale sul commercio delle armi convenzionali”.
Voto storico, in effetti, ma con ripercussioni pratiche che i più attenti osservatori hanno subito definito per ora nulle. Qualche risultato – a loro parere – potrebbe cominciarsi ad avere, forse, tra due anni perché il trattato dovrà essere ora ratificato da ogni singolo Paese a partire dal prossimo giugno e potrà entrare in vigore soltanto dopo cinquanta ratifiche. Uno scetticismo più che legittimo, se si consideri che il “Comprehensive test ban treaty” (il trattato internazionale che proibisce i test nucleari) adottato dall’Assemblea generale delle Nazioni unite nel lontano 10 settembre 1996, non è ancora entrato in vigore. E che le potenti “lobby delle armi” – presenti soprattutto negli Stati Uniti, in Russia, in Cina, in Germania, in Francia e il cui mercato annuo vale oltre 70 miliardi di dollari – sono già scese in campo per boicottare lo “storico trattato”. Con buone speranze di riuscirci.
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