

Fatti e misfatti di maggio 2013
Il clamoroso “dietro front” di Beppe Grillo
“Paolo Becchi – ha scritto Beppe Grillo sul suo “blog” – è finito nel tritacarne mediatico e, dunque, io gli offro, per spiegarsi, un doveroso spazio”.
Non è sempre vero, allora, che la notte porta consiglio. A Beppe Grillo, in questo caso, ha portato clamoroso contraddittorio suggerimento. Solo nella giornata di ieri, infatti, aveva urlato, al professor Becchi il “sovversivo”, tu per noi non sei nessuno e tanto meno l’ideologo. E tutti si erano rallegrati per questa sua dissociazione. Ingenuamente, dunque. Perché il professor Paolo Becchi è ricomparso, con tutti gli onori, sul “blog grillino”. E non per scusarsi di quanto gravemente affermato, ma per accusare quanti, assolvendo al loro ruolo di cronisti, avevano riportato il gravemente da lui affermato. Sul “suo” professore di filosofia del diritto, perciò, il rettore dell’Università di Genova, Giacomo De Ferrari, ha giustamente commentato: “Quando si parla di certi argomenti, bisogna prima usare il cervello e poi parlare… Solo un’ingenuità la sua? Ma qui, purtroppo, stiamo parlando di un professore e non di un analfabeta il quale non si rende conto di quello che dice”. Ma un giusto commento su Beppe Grillo? Beh, quello, non può essere che il solito: se Beppe Grillo vuole fare davvero politica seria, occorrerebbe che la smettesse di fare spettacoli di varietà che non fanno nemmeno ridere.
Giggino delle buche
“Luigi De Magistris – indagato, dal pubblico ministero Stefania Buda e dal procuratore aggiunto Francesco Greco, per le “buche killer” nelle strade di Napoli – ha cercato di difendersi, per non essere intervenuto, con questa domanda retorica: “Ma un sindaco senza risorse, cui hanno consegnato un Ente in dissesto, che cosa avrebbe dovuto fare?””.
Risposta tutt’altro che retorica: non assumere nuovo personale, ad esempio, nel suo già ampio “staff”.
Giustizia così
“Giorgio Giubilei – nella notte tra il 5 e il 6 ottobre scorso – stava procedendo a 120 chilometri all’ora in pieno centro, in stato di ubriachezza, non si era fermato al semaforo per lui rosso, aveva centrato in pieno un’auto che stava transitando con il verde ed aveva ucciso sul colpo Matteo Pagano di appena 25 anni”.
A processo appena concluso in prima istanza, però, l’automobilista omicida e contravventore di ben tre articoli del Codice della strada non sarà chiamato a scontare neppure un giorno di carcere in quanto, patteggiata una condanna – tra l’altro incredibilmente lieve – di un anno e nove mesi, si è visto sospendere la pena. “Quella notte – hanno amaramente commentato i genitori della giovane vittima – abbiamo perso un figlio, ma per il Tribunale è come se non avessimo perso nessuno”. Vero. L’automobilista omicida e contravventore di ben tre articoli del Codice della strada, quella notte tra il 5 e il 6 ottobre scorso, non ha evidentemente ucciso un giovane di 25 anni, ma ha solo schiacciato una formica.
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