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Il Colosseo

Nell’imponente anfiteatro romano si compirono delle vere e proprie stragi: moltissime vite vennero sacrificate per il divertimento del pubblico romano. Ci sono dunque leggende vecchie e nuove riguardanti il fatto che “qualcosa” sia rimasto rinchiuso in questo luogo. Alcune segnalazioni parlano di “belve fantasma” che si materializzerebbero nei luoghi in cui venivano tenute ingabbiate precedentemente agli spettacoli.

Sembra che l’architetto dell’anfiteatro Flavio si chiamasse Gaudenzio e che la sua ricompensa fosse stata quella di essere gettato vivo tra le belve feroci.

Pare che per la costruzione del Colosseo abbiano lavorato ininterrottamente quindicimila uomini per dieci anni.

L’inaugurazione del Colosseo, secondo la decisione di Tito, figlio di Vespasiano che ne aveva inziato la costruzione, avvenne il 21 aprile 80 d.C. Si celebrò con cento giorni di festa e di spettacoli durante il quale persero la vita cinquemila animali e molti gladiatori.

Nel Medioevo si riteneva che sotto al Colosseo ci fosse nascosto l’accesso per l’inferno e, si pensava che al suo interno vagassero le anime dei gladiatori e degli schiavi assassinati nell’arena e che vagassero nella notte, inquiete, alla ricerca del riposo eterno.

Si pensava anche che l’anfiteatro fosse una sorta di tempio diabolico, in cui si compivano terribili cerimonie, durante le quali, dopo la comparsa di alcuni spiriti maligni, gli stregoni rivolgevano agli adepti la domanda: “Colis Eum?” che vuole dire “Adori Lui?”, alludendo al diavolo. Da qui il nome Colosseo. Alla domanda bisognava rispondere “Ego Colo”.

Un’altra leggenda legata al nome del Colosseo, racconta che anticamente era stata costruita una gigantesca statua di Nerone, alta trenta metri vicino all’anfiteatro, oggi segnalata solo da alcune lastre di travertino. Pare che che quindi il nome Colosseo derivi dal “Colosso” che aveva vicino.

Un’altra leggenda ancora dice che il nome è stato scelto dal luogo in cui sorge la grandiosa costruzione: Collis isei, da un tempio di Iside che era sul Colle Oppio.

Lo scultore, orafo e scrittore Benvenuto Cellini, racconta in una sua biografia di aver celebrato insieme al suo amico, il negromante Vincenzio Romoli, un rito all’interno del Colosseo per evocare le creature demoniache che vi erano nascoste, e di aver disegnato a terra un pentacolo all’interno del quale avrebbe fatto stare il fanciullo Agnolino Gaddi, la cui presenza sarebbe stata necessaria per richiamare i diavoli, perché era un giovane vergine. Il rito era indispensabile perché i demoni restituissero all’artista la bella Angelica, una giovane siciliana di cui si era invaghito. Si ritrovarono così circondati da migliaia di spaventose creature. Il giovane Gaddi, a causa della paura, emanò tante di quelle arie intestinali da far scappare tutti i demoni, tanto l’aria era diventata irrespirabile. I diavoli, tra l’altro, diedero al Cellini e ai suoi amici, le indicazioni per trovare un tesoro nascosto vicino Roma. Secondo la tradizione, i diavoli ricompaiono ancora oggi nel Colosseo, nella notte di San Silvestro, lasciando odori nauseabondi.

Secondo un’altra diceria, Sisto V voleva tagliare il Colosseo per consentire la realizzazione di una strada che congiungesse il Laterano e il Vaticano. Ma la morte sopravvenne troppo presto per consentirgli di portare a termine il progetto.

Sembra che nel 1700 papa Clemente XI, vi abbia fatto porre una grande croce di legno mentre Benedetto XIV lo fece esorcizzare. Entrambe le operazioni sarebbero state effettuate per scacciare i demoni che lo infestavano.

Secondo un’altra leggenda, il Venerabile San Beda, vissuto tra il 672 e il 735, che fu uno dei più importanti uomini di chiesa del suo secolo, avrebbe predetto “Finché starà il Colosseo starà Roma. Quando cadrà il Colosseo finirà anche Roma. Ma quando Roma finirà anche il mondo finirà".

Si narra anche che all’interno dell’anfiteatro crescessero erbe magiche che venivano raccolte dalle streghe che le utilizzavano per i loro preparati.

Qualcuno dice di avere avvistato, durante una notte in apparenza uguale a tutte le altre, addirittura lo spettro dell’imperatore Giulio Cesare avvolto da una luce bianca attraversare il Colosseo.

E’ interessante notare come le storie relative alle leggende che riguardano l’anfiteatro, siano conosciute anche all’estero.

Nel 1864, un certo Testa ottenne i permessi per scavare all’interno del Colosseo, affermando di sapere dove era sepolto un tesoro. Ma dopo quindici giorni di scavi riuscì a trovare solamente ossa di animali. Mentre i suoi predecessori, tutti coloro cioè che avevano effettuato degli scavi per trovare il tesoro del Colosseo, avevano invece rinvenuto solo zampilli d’acqua.

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