Il Consiglio del Municipio V boccia tentativo di recupero al patrimonio pubblico del Centro Anziani di Casa Calda

Alessandro Moriconi - 16 Marzo 2021

Giovedì 11 marzo 2021 il Consiglio del V municipio ha discusso  e bocciata la Mozione dei consiglieri Christian Belluzzo e Sabatani Schiuma con oggetto: Trattativa per il ritorno delle aree e degli immobili tra cui il Centro Anziani Sociale Comunale, presenti nella zona di “Casa Calda” tornate di proprietà al Capitolo di S. Maria Maggiore a seguito di sentenza.

Prima c’è stato lo sconcerto e poi un duro attacco da parte del Coordinatore dei CSA del Municipio V, Umberto De Felice, che non ha usato mezzi termini per giudicare chi con il voto contrario o l’astensione ha impallinato un tentativo per niente peregrino di avviare un tentativo per il recupero al Patrimonio Pubblico sia l’area su cui insiste il CSA di via di Casacalda e sia il terreno su cui da anni viene portato avanti un progetto di Agricoltura Sociale, Apiaria e Culturale.

La Mozione a firma dei consiglieri Belluzzo e Sabbatani, completa di tutti gli elementi necessari si riprometteva di riaprire una trattativa con la proprietaria dei terreni in questione “il Capitolo S.M. Maggiore“. Quest’ultimo infatti è ritornata in possesso di questa area, dopo l’esproprio del 1975 a cui le varie amministrazioni comunali non hanno saputo trovare una definizione, cosa che ha consentito al Capitolo S.M. Maggiore di intentare un’azione legale che ha visto il Comune di Roma soccombere con una Sentenza della Corte d’Appello di Roma.

Ma come si sa, la consolidata prassi che vige fin dagli albori della maggioranza Pentastellata consiste nel bocciare il 99.5% delle proposte che arrivano dall’opposizione … fino ad arrivare al 99,9% se le proposte arrivano dall’ex Belluzzo.  Al contrario i risultati si invertono su quanto invece propone il Movimento 5 Stelle, vuoi che siano pareri su proposte della maggioranza capitolina e vuoi per atti di fatto imposti in consiglio che passano sempre al massimo con qualche voto contrario o l’astensione delle opposizioni.

Una delle cose strane che abbiamo trovato fino ad oggi sta nel fatto che anche su atti importanti e questo su via di Casa Calda, ognuno dell’opposizione porta atti a propria firma, pur sapendo che non passeranno mai, tanto è (sono sempre di più coloro che lo pensano) la loro pochezza politica.

Noi crediamo che a meno che non si abbiano retropensieri o non si voglia  dare grattacapi al Sindaco a pochi mesi dalla prossima. campagna elettorale, trovare giustificazione ad un voto contrario o astenersi su una proposta di questo spessore politico è decisamente imperdonabile.

Ecco il testo della Delibera bocciata

PREMESSO
Che Nel 2008, venne depositata la Sentenza della Corte di Appello di Roma, che riconosceva il diritto alla retrocessione del Capitolo di S. Maria Maggiore. Il Comune di Roma rinunciò al ricorso in Cassazione e la Sentenza divenne esecutiva, così che l’APSA, l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, comunicò agli affidatari delle strutture comunali presenti nel Parco di Casa Calda, che avrebbero preso possesso delle aree e dei manufatti, perché l’intera area di 8 ettari, già espropriata dal Comune di Roma nel 1975, era tornata in loro possesso a seguito di una Sentenza.
CONSIDERATO
Che a seguito della Sentenza citata, l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (A.P.S.A) – CF 80073170583, è proprietaria degli immobili siti a Roma nel quadrante compreso tra Via di Casa Calda e Via Walter Tobagi meglio individuati presso l’Ufficio Provinciale di Roma – Territorio Servizi Catastali al Foglio 650 e Particelle 23, 25, 40, 41, 157, 158, 159, 160, 161,162, 163, 164, 165, 166, 167, 676, 677, 678, 679, 680, 681, 682,  anche se ancora non ne sarebbe entrata nel pieno possesso, e tutta l’area sarebbe in buona sostanza ancora in carico a Roma Capitale, che in questi ultimi tempi avrebbe anche operato per la manutenzione del verde necessaria.
Che all’interno delle particelle tornate di proprietà  del Capitolo di S. Maria Maggiore, vi si trovano manufatti che sarebbero sorti dopo il 1975, la cui definizione catastale è ancora incerta, e che inoltre vi sarebbe pure in queste aree, oltre ad un parco giochi bimbi, il Centro Sociale Anziani Comunale denominato “Casa Calda”, codice IBU 48448, e che il ritorno di tutta l’area in possesso del Capitolo di S. Maria Maggiore, sta destando preoccupazione a tutti i cittadini e ai frequentatori del centro anziani in quanto non sarebbe del tutto nota la fine che farebbe tale centro anziani una volta entrata a regime la proprietà.
Che oltre al cento anziani nelle aree tornate nella proprietà del Capitolo di S. Maria Maggiore, è presente anche il casale torre di Casa Calda che si compone di un complesso architettonico posto direttamente sui resti di una villa romana di cui restano ampie tracce, sia pavimentali che murarie. Il luogo è per altro noto anche per rinvenimenti sporadici di materiale protostorico. Al casale antico si affianca la molto conosciuta torre medievale, oggi mozza, in tufelli, e risalente alla metà del XIII secolo, ai quali nel primissimo rinascimento venne anteposta la costruzione di un palazzetto ancora in uso alla fine del XVII secolo. Alla fine del XIX secolo grazie alle nuove leggi che sancivano il bonificamento obbligatorio, furono inziati i primi progetti di miglioramento del territorio, che portarono al successivo restauro della torre ad uso abitativo ed alla costituzione di nuovi e moderni casali con tutte le strutture annesse (porcilaia, forno, fienile, vaccheria), che negli ultimi anni sono stati anche oggetto di restauro.
CONSIDERATO INOLTRE
Che l’area è stata spesso oggetto di occupazioni, ma che è stata sgomberata da poco, e che sarebbe opportuno che Roma Capitale, valutasse la costruzione di un muretto per recintare il perimetro che va dal Fosso a Via di Casa Calda/Via dei Ruderi di Casa Calda.
Che sarebbe opportuno che Roma Capitale tornasse proprietaria di tutta l’area tornata in possesso del Capitolo di S. Maria Maggiore, e che sarebbe opportuno intavolare una trattativa, ad esempio, attraverso la restituzione dei fondi ricevuti per l’esproprio del 75’, o attraverso una alienazione da Roma Capitale ad APSA di immobili in compensazione, o mediante diritti edificatori in compensazione e/o rilocazione diritti edificatori e/o rilocazione di parte dei diritti edificatori, e/o mediante altre ipotesi.
Che nella seduta del giovedì 4 aprile 2019, il Consiglio del Municipio Roma V, ha approvato la mozione n. 13/2019, avente oggetto “tutela e salvaguardia del parco di Casa Calda e delle attività sociali ivi collocate, contro ogni speculazione edilizia e per il bene pubblico”.
Il CONSIGLIO DEL MUNICIPIO ROMA V
IMPEGNA
IL PRESIDENTE E LA GIUNTA MUNICIPALE
Ad attivarsi quanto prima presso la Sindaca, gli Assessorati, gli uffici ed i Dipartimenti competenti di Roma Capitale, al fine di iniziare quanto prima una interlocuzione con l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (A.P.S.A), allo scopo di elaborare una possibile trattativa tra Roma Capitale, il Municipio Roma V, e l’APSA, vagliando tutte le possibilità per fare in modo che Roma Capitale possa tornare di nuovo ad avere la proprietà di tutta l’area, salvaguardando così l’uso pubblico del Parco di Casa Calda, la sopravvivenza del Centro Sociale Anziani “Casa Calda”, continuare la gestione delle persistenze archeologiche e non solo.


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