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Il “guai a chi me la tocca” di Bertinotti e di Fini – Alt alla povertà di Veronica – Uomini e babbuini

Fatti e misfatti di aprile 2013

Il “guai a chi me la tocca” di Bertinotti e di Fini

“Nel 2003 – è stato ricordato – l’allora Presidente della Camera Pierferdinando Casini dette vita ad una Fondazione per “realizzare una più ampia conoscenza e divulgazione dell’attività parlamentare, promuoverne l’immagine, favorire e sviluppare il rapporto tra l’Istituzione ed i cittadini. Nel 2012, impressionato dal costo di due milioni annui di questa Fondazione, il deputato pdl Amedeo Laboccetta riuscì però a far approvare un ordine del giorno che ne decretava la chiusura”.

La Fondazione ha dunque chiuso? Nemmeno per idea. Tanto è vero che, proprio qualche giorno fa, a ribadire la richiesta dell’onorevole Laboccetta è stato il “5 stelle” onorevole Luigi Di Maio. Ma già sembra che sarà dura anche per lui. Perché, se l’ex Presidente della Camera Pierferdinando Casini si è persuaso che di quella sua creatura si può e si deve fare a meno in tempi così grami e se anche l’ex Presidente Luciano Violante si è dichiarato a sua volta favorevole alla chiusura, hanno invece puntato i piedi gli ex Presidenti Fausto Bertinotti e Gianfranco Fini ai quali, evidentemente, piacciono moltissimo i lussuosi uffici a Palazzo Theodoli e “chissenefrega” se costano due milioni l’anno dei contribuenti. Nobile esempio di attaccamento non certo alle serie esigenze delle Istituzioni, ma alle poltrone, alle scrivanie, al personale e ai servizi gratis dell’istituzione Fondazione.

Alt alla povertà di Veronica

“Mi sono opposta – ha fatto sapere Veronica Lario – alla richiesta, avanzata dal mio ex marito Silvio Berlusconi, per una riduzione dell’assegno a suo tempo fissato in 36 milioni annui”.

Veronica Lario, per sostenere davanti ai giudici i motivi della sua opposizione, ha coscienziosamente depositato una memoria con tanto di allegati. Dove, presumibilmente, sarà evidenziato che una signora come lei, già consorte di un cavaliere come lui, non potrebbe tirare avanti decentemente con un appannaggio minore. Cioè, frazionando, con meno di tre milioni al mese e, dunque, con meno di centomila euro al giorno. Centomila euro che quasi tutte le altre signore d’Italia, coniugate o separate, devono aspettare di avere non in un giorno, ma – calcolando una media di duemila euro al mese – in 150 giorni. In cinque mesi, dunque, quello che la signora Veronica ha in appannaggio per un solo giorno. Si dirà: ma la signora Veronica ha le sue belle esigenze, le sue belle abitudini e, conseguentemente, le sue belle spese. Beh, certo: le altre signore d’Italia, invece, rinuncino e stiano giustamente a stecchetto: peggio per loro se non hanno o non hanno avuto anche loro un cavaliere come lui. Poi, però, una curiosità: ma come riuscirà a spendere centomila euro al giorno, per non poterne fare a meno neppure di uno, la signora Veronica Lario pur ex Berlusconi? Forse è tutto documentato negli allegati depositati in giudizio. Sarebbe interessante buttarci su uno sguardo. Tanto per capire, noi mortali, mica per altro.

Uomini e babbuini

“I babbuini – ha monitorato una “équipe” dell’ Università del Michigan – parlano come noi”.

L’augurio è che parlino più chiaramente, però, di certi umani politici, economisti e giornalisti. 

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