Il Lottatore

In scena a Teatro dell'Orologio, dal 17 al 29 marzo
di Giulia Ricci - 16 Marzo 2009

Dal 17 al 29 marzo 2009 sarà in scena nella sala Artaud del Teatro dell’Orologio, via dei Filippini 17, “Il Lottatore”, scritto e diretto da Fabrizio Ansaldo.
Lo spettacolo narra di un uomo che ha perso la memoria, non ricorda più neanche il suo nome, ha dimenticato il suo passato e di conseguenza, il presente.
La sua mente ora è come una tabula rasa sulla quale riscrivere con le mani i ricordi cercati dall’uomo, nella speranza di coglierne uno che porti con sé anche altre immagini.
Appaiono così sulla scena persone che dovrebbero aiutare il personaggio in questo viaggio nella memoria perduta, dove in un secondo tutto è scomparso, come risucchiato in un buco nero, dove tutto sembra essere perduto, per sempre, poiché non ricordato, o forse già dimenticato, scordato, ancor prima di essere perso. Perché non è raro lasciare il pensiero di qualcuno o qualcosa scivolare negli angoli bui della mente, senza riprenderlo per chissà quanto.
In fondo se la memoria è collegata ad un’emozione, il ricordo è la manifestazione di essa.

Accade spesso che, una sensazione vissuta in un istante riporti alla luce un ricordo, e magicamente appare inaspettato poiché apparentemente dimenticato e nello schermo della mente scorrono incastonate nel tempo le immagini di quei momenti che anche se passati tornano con una forza nuova, travolgente come a dire che quell’emozione è là, non se n’è mai andata, inconsciamente la memoria lavora sempre per noi.
Ecco perché perderla può essere traumatizzante, poiché è proprio lei a delineare i nostri sentimenti, le esperienze,andando oltre il nome, oltre il tempo, avanti, indietro, non importa quando.
Dove vanno tutti i ricordi quando spariscono, lo sanno solo loro, si possono recuperare, ma non scovare.
A volte si dice che si vive di ricordi; ciò accade quando il presente sembra non darcene altri, anche se il tempo passa, si è fermi nel passato perché ricordare ciò che non si vuole rimuovere è rassicurante, e come un nido nel quale tornare.
Essere ricordati è un desiderio che condiziona i pensieri, una forza che si allinea con qualcosa di più grande intorno, si trasmette alle persone, nella speranza di essere arrivati al cuore.
Già, perché se la mente è lo scrigno della memoria, il cuore è quel posto dove nascono i ricordi.


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