

Il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri: "Salutiamo con affetto il nostro nuovo Vescovo"
Alle 18.08 di giovedì 8 maggio, il cielo sopra la Città Eterna si è colorato di bianco. Dalla Cappella Sistina è salita la fumata tanto attesa: Habemus Papam.
Un applauso fragoroso ha travolto piazza San Pietro, gremita da oltre 45.000 fedeli giunti da ogni angolo del mondo, e ancora di più collegati in diretta davanti agli schermi.
Alle 19.15, il cardinale protodiacono Dominique Mamberti si è affacciato sulla loggia della Basilica e ha pronunciato le parole che, da secoli, fanno vibrare il cuore della cristianità: “Annuntio vobis gaudium magnum: habemus Papam!”
Il nuovo vescovo di Roma è l’americano Robert Francis Prevost, che ha scelto il nome di Leone XIV, evocando una tradizione millenaria e, al tempo stesso, tracciando una via nuova nel segno del dialogo, della pace e dell’inclusione.
Un papa statunitense, per la prima volta nella storia. Missionario in Perù, agostiniano, canonista, uomo di fiducia di papa Francesco nel delicato Dicastero dei Vescovi. Alle 19.23, vestito di bianco, si è affacciato per la prima volta dalla Loggia delle Benedizioni. La piazza si è ammutolita.

“La pace sia con tutti voi, fratelli e sorelle carissimi”, ha esordito con voce ferma e occhi colmi di commozione. Parole semplici, che sanno di Vangelo, e che hanno riempito piazza San Pietro di un silenzio denso, rispettoso, spirituale. Poi è esploso l’applauso, lungo, vibrante, come una carezza collettiva che Roma ha voluto offrire al suo nuovo pastore.
Tra i presenti in piazza, il sindaco Roberto Gualtieri, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. Il primo cittadino ha salutato il nuovo Papa “a nome della città di Roma che saluta con affetto e commozione il suo Vescovo”, sottolineando la necessità di affrontare “con coraggio le sfide del nostro tempo nel segno della pace e dell’inclusione”.
Rocca ha parlato di un “evento che supera i confini religiosi”, mentre la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha affidato a Facebook il suo messaggio di auguri: “Un’eredità spirituale che si raccoglie nel solco tracciato da papa Francesco”.
Le campane di Roma hanno suonato a festa per oltre mezz’ora. L’intera area intorno al Vaticano, da via della Conciliazione a via Ottaviano, è diventata un unico abbraccio di lingue e culture diverse. Qualcuno ha pianto. Qualcun altro si è inginocchiato. Molti hanno pregato.
Mentre Papa Leone XIV si preparava nella cosiddetta “stanza delle lacrime”, scegliendo i paramenti papali, migliaia di persone hanno immortalato quel momento con telefoni e cuori vibranti. Una nuova pagina si apre per la Chiesa. E Roma, come sempre, ne è la culla.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.