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Il Parco delle Mura Latine affidato alle cure dei cittadini

L’aria pulita della partecipazione civica. Intervista alla Presidente del “Comitato Mura Latine” Annabella D’Elia

Roma appare in questi giorni una città martoriata sotto lo sgranarsi di notizie che danno conto delle spire in cui è stata avvolta da “Mafia Capitale”. Più che gli atti giudiziari di arrestati e indagati, fanno male le pubblicazioni delle parole oscene intercorse fra criminali e politici. Mostrano tutta la miseria morale e politica di una classe dirigente in gran parte collusa con il malaffare e in parte incapace di tenerlo lontano dall’amministrazione, di denunciarlo e scoprirlo. La trasversalità politica e l’estensione del fenomeno ci dicono che non si tratta di poche mele marce. E’ tutto un sistema di potere che sta venendo giù sotto i colpi di maglio della Procura della Repubblica diretta da Pignatone.
papaLa città si sente moralmente svuotata e come impotente alla vigilia di un appuntamento importante come il Giubileo straordinario indetto da Papa Francesco che, tra l’altro, appare ogni giorno di più anche come l’occasione per mondare la capitale della cristianità dai suoi peccati. Mentre dalla inchiesta della Magistratura rigurgitano quotidianamente come da una cloaca intasata pezzi infetti del sistema politico e amministrativo, Roma vive il suo degrado quotidiano. Giardini che non si falciano, rifiuti che trabordano dai cassonetti, strade che più che arterie di scorrimento sembrano campi da golf, sicurezza delle persone e delle cose malcerta, decoro urbano gravemente inadeguato e, su tutto, il clamore di speculazioni politiche di questo o quell’esponente politico che, immemore di aver fatto parte lui o la sua parte politica del sistema corruttivo e mafioso, pontifica su questo e su quello facendo trabordare anche il capiente cassonetto della vergogna.

Eppure questa città ha ancora riserve inimmaginabili di passione civile a cui ricorrere per poter risorgere.
Pochi giorni fa è uscita la notizia che è stato dato in affidamento al Comitato di cittadini “Mura Latine”, che l’aveva richiesto, il tratto di parco lineare delle Mura Aureliane che va da Porta Metronia a Porta Latina, per curarlo e manutenerlo.
Nel VII Municipio non c’è solo questo esempio di partecipazione civica concreta. Ce ne sono anche altri: a Tor Fiscale, alla Caffarella, a via del Mandrione, a villa Lazzaroni, a Cinecittà Est con il giardino di villa Flaviana, al Parco degli Acquedotti, a Tor di Mezzavia, al giardino di Piazza Galgano, a villa Fiorelli e in altri punti del territorio.
Sarebbe importante che le amministrazioni comunale e municipale organizzassero una struttura apposita dedita a raccogliere e promuovere simili forme di volontariato civile e partecipazione civica. Se ne gioverebbe il governo quotidiano della città soprattutto sotto il profilo della cura e della manutenzione di spazi verdi, grandi e piccoli, che sono una delle sue risorse fondamentali. 

Sull’affidamento ottenuto abbiamo interpellato, per saperne di più, la Presidente del “Comitato Mura Latine” Annabella D’Elia.

Annabella D'EliaPresidente D’Elia che cos’è questo affidamento?

Il 3 giugno 2015 è stato firmato l’atto con cui il Comune di Roma ci assegna l’area verde che va da Porta Metronia a Porta Latina per il servizio gratuito di manutenzione ordinaria, pulizia e vigilanza. Lo abbiamo richiesto noi facendo la domanda a fine aprile in occasione della presentazione alla gara ACEA per Roma, in cui era possibile chiedere la disponibilità dell’area che si intendeva riqualificare. L’idea comunque ci è sempre piaciuta.
Il nostro nome è “Comitato Mura Latine” e quindi abbiamo molto “in comune” con le Mura. Purtroppo quando il Parco fu realizzato la progettazione non tenne conto delle esigenze dei cittadini. Non fu creata l’area per i bambini e nemmeno l’area cani. Questo succede quando non si ricerca la partecipazione civica. Fu una cosa calata dall’alto a cui vogliamo porre rimedio.

A quali obblighi dovete ottemperare con questa assegnazione?

Il nostro Comitato prende un grande impegno per favorire la conservazione e il miglioramento di quest’area, creando i presupposti per lo sviluppo di una coscienza collettiva sul tema della tutela dell’ambiente urbano. Si tratta di gestire circa 8.000 mq di parco che è in condizioni pietose. Non si tratta solo del taglio del prato, ma, soprattutto, di incuria e di inciviltà della gente. Quindi rifiuti abbandonati, bivacchi di ogni tipo.

Sabato scorso abbiamo organizzato la prima ripulitura che è andata benissimo. Non solo per i sacchi raccolti, ma soprattutto perché abbiamo visto scendere dalle abitazioni numerosi residenti di ogni età, dagli anziani ai bambini. E’ stato bello vedere come la gente abbia voglia di partecipare e soprattutto come tiene alla “cosa pubblica”. Contro tutto quello che, invece, sta emergendo dalle inchieste giudiziarie di questi mesi su “Mafia Capitale” e anche contro le abitudini di altri cittadini che pensano che sia sufficiente pagare le tasse perché ogni atto sia dovuto. Noi crediamo alcontrario che non sia così. Pagare le tasse non significa poi avere il diritto di lasciare bottiglie, (ne abbiamo raccolte alcune centinaia), carte, cicche di sigarette, escrementi  e tutto ciò che potete immaginare nei giardini o sui marciapiedi. Dobbiamo proprio ripartire da qui, dalla “res publica” come bene di tutti.

Comitato Mura Latine

Che storia ha questo spazio verde?

Il Parco è stato realizzato nel 2009 dal sindaco Alemanno, ma già programmato da una decina di anni dalle giunte di sinistra con il nuovo PRG.  Inserirono questo intervento nel molto più ampio “Ambito di programmazione strategica Mura aureliane”. Il Parco nella sua realizzazione completa è lungo circa 19 km. Il nostro è solo il pezzo inziale di un progetto unitario dell’intera cinta delle Mura Aureliane e del suo spazio di pertinenza, tale da configurarsi come una vera e propria opera pubblica, il Parco lineare integrato. In tale quadro il PRG individua sei progetti localizzati in aree in cui “appaiono possibili e prioritarie azioni di ottimizzazione”, riguadagnando e riqualificando spazi aperti, superando situazioni di degrado, mettendo in coerenza le Mura con la pluralità di aree e manufatti che si dispongono lungo il perimetro. Una delle sei aree riguarda il tratto da Castro Laurenziano a Porta Metronia. Al momento l’unico realizzato è il tratto di Parco tra Porta Metronia e via Numidia, che si sarebbe dovuto estendere fino a Porta Latina.

Credete che vi siano altre situazioni nel vostro quartiere che si presterebbero a queste forme di partecipazione civica?

Penso di sì. Ci sono anche altre esperienze. Per esempio il “Comitato Ipponio Verde” qualche anno fa prese in gestione un pezzo di giardino dall’altro lato di Porta Metronia. Quei cittadini oggi vivono una situazione di grande difficoltà per i cantieri della Metro C che minacciano l’esistenza di numerosi platani. La loro raccolta firme per salvare quel verde è stata appoggiata da noi e soprattutto da molti altri cittadini residenti.

Oggi la formula della partecipazione civica è quella che funziona meglio. Si ha l’occasione di entrare nel meccanismo dei processi amministrativi; meccanismi infernali che spiegano bene i motivi del perché spesso si ha le mani legati per qualsiasi atto migliorativo. Mentre aspettiamo che l’Amministrazione si svegli, pensiamo che la stessa formula di partecipazione civica potrebbe essere applicata, per esempio, a Piazza Re di Roma. Una piazza storica lasciata purtroppo nelle mani di vandali notturni che vanificano anche il poco lavoro giornaliero che viene fatto. Se pensiamo alla città e alla situazione in cui si trova, ti viene voglia di dire: FORZA DIAMOCI DA FARE!!!

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