Il primo uomo, di Gianni Amelio

Il film tratto dal romanzo incompiuto di Albert Camus è nelle sale dal 20 aprile 2012
di Elisabetta Ruffolo - 21 Aprile 2012

 Il primo uomo film di Gianni Amelio, tratto dal romanzo incompiuto di Albert Camus, ricostruito dalla figlia Catherine, partendo dal manoscritto ritrovato tra i rottami dell’auto in cui lo scrittore perse la vita il 4 gennaio 1960, è nelle sale dal 20 aprile 2012.

Narra le impressioni e le emozioni del protagonista, interpretato da Jacques Gamblin che, desiderando portare dei fiori sulla tomba del padre morto nella prima guerra mondiale, quando lui aveva cinque mesi, torna in Algeria nel 1957, per incontrare chi l’aveva conosciuto e per rivivere i momenti della sua infanzia, gli incontri importanti che da bambino povero, lo hanno portato a diventare uno scrittore famoso.

Gianni Amelio crede di essere stato scelto per fare questo film perché sono molte le cose che lo accomunano a Camus: l’infanzia povera, la conoscenza con il padre in tarda età, l’infanzia vissuta con la mamma (Maya Sansa) ed una nonna molto energica, il lavoro estivo con uno zio. "E’ stato incoraggiante fare il film su Camus, seguendo la sua biografia e raccontando ciò che si vuole raccontare. I dialoghi non sono quelli del libro. Nell’Algeri dell’infanzia di Camus ho ritrovato la mia Calabria nel secondo dopoguerra”.

Un film poetico, evocativo che fa da contraltare alla "Battaglia di Algeri" di Pontecorvo che era un film fatto a caldo per celebrare la vittoria, la sua forza stava nella tempestività con la quale la cronaca era riportata.

Il film di Amelio è su una guerra che può dividere le etnie, in quella guerra algerina c’è tanta attualità. Oggi c’è la difficoltà che più etnie convivano nello stesso territorio e si deve evitare che la violenza degli uni si contrapponga contro quella degli altri.

Film anche storico, in Algeria lo hanno definito il primo film che storicizza due mondi diversi, l’Algeria francese ("i francesi esotici") con la posizione di Camus" sì alla rivoluzione, no al terrorismo", dall’altra quella del suo maestro(arabo e misterioso) "qualche volta bisogna stare dalla parte dei barbari.” Oggi si è molto più vicini a quella di Camus.

Attraverso la visione del film, lo spettatore è complice delle emozioni trasmesse. Chi è il primo uomo? Siamo tutti noi. Il dovere di uno scrittore è aiutare chi subisce la storia e in questo caso lo fa con gli occhi di un bambino che è il germoglio dell’uomo che diventerà.

E’ nei romanzi che si trova la vera storia.

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Nel discorso fatto alla radio nella sequenza più dura del film, Camus dice agli arabi "sono con voi, ma se fate qualcosa a mia madre, io sono vostro nemico".


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