Il pubblico ministero e le campane – Le notti insonni di Silvio – Laura e le mamme – Meno male che Bernabé legge i giornali

Fatti e misfatti di settembre 2013
Mario Relandini - 26 Settembre 2013

Il pubblico ministero e le campane

“Il Capo dello Stato – ha insistito il pubblico ministero Nino Di Matteo – deve venire a deporre come teste, in quest'”aula bunker” dell’ “Ucciardone” a Palermo, nel cosiddetto processo “Stato-mafia””.

Il Consiglio di Stato si era già pronunciato per il no, ma il pubblico ministero Nino Di Matteo non se n’è curato e, ora, ha rinnovato la sua clamorosa richiesta. Obiettiva, determinante e irrinunciabile insistenza per il buon proseguimento del procedimento penale, comunque, o – come già accaduto a qualche altro pubblico ministero – soltanto più o meno inconscio desiderio di pubblicità? Se fosse la seconda ipotesi, il pubblico ministero Nino Di Matteo sarebbe un po’ da capire. Ha lasciato detto – tanto per citare a caso – il celebre attore e regista francese Sacha Guitry: “Anche Dio crede nella pubblicità: ha messo campane, infatti, in ognuna delle sue chiese”.

berlu-lettere-dal-carcere-1Le notti insonni di Silvio

“Non dormo – ha fatto sapere Silvio Berlusconi – ormai da 55 notti”.

Ma per la tristezza che gli procurano le sue vicende politiche e giudiziarie o per la gioia che gli procura – a suo dire – la sua disinteressata fidanzata Francesca?

Laura e le mamme

“Basta – si è inquietata la Presidente della Camera, Laura Boldrini – con certi “spot” italiani in cui papà e bambini stanno seduti a tavola mentre la mamma in piedi serve tutti”.

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La Presidente della Camera, Laura Boldrini, ha ragione perché sono cambiati i tempi e sono cambiati la figura e i ruoli della donna. Anche se farebbe comunque bene ad inquietarsi, nello stesso tempo, contro altri “spot” molto più gravi e molto più vergognosi. Deprecabili, invece, certi interventi a commento, su “Twitter”, improntati ad un’ironia a prima vista da sorriso, ma in sostanza alquanto becera. Qualche esempio: “Basta con questo sessismo schifoso, basta con questa storia che a partorire debbano essere solo le donne”, “Se la botte non è piena, chi l’ha detto che debba essere la moglie ubriaca e non il marito?”, “E’ un’ingiustizia che la cellulite l’abbiano solo le donne: uomini, siate più responsabili”, “La simbologia dei wc con la donna che si distingue dall’uomo per la gonna è estremamente offensiva e maschilista”. L’importante e il serio, comunque, è che in casa della Presidente Boldrini, quando lei c’è, non sia poi proprio lei a servire tutti a tavola. “Spot” o non “spot”.

Meno male che Bernabé legge i giornali

Telecom. Ma anche Bulgari, Perugina, Algida, Fiorucci, Parmalat, Fendi, Wind, Galbani, Gucci... Le vignette di MGF

Telecom. Ma anche Bulgari, Perugina, Algida, Fiorucci, Parmalat, Fendi, Wind, Galbani, Gucci…
Le vignette di MGF

“Dell’accordo della spagnola “Telefonica” con “Generali”, “Mediobanca” e “Intesa San Paolo” per salire dal 46 al 65% di quella “Telco” che controlla il 24% di “Telecom” e per sottoscrivere un’opzione di ulteriore presenza nella società – ha dichiarato, in Senato, l’amministratore delegato di “Telecom”, Franco Bernabé – ho saputo soltanto dai giornali”.

Per fortuna, allora, che l’amministratore delegato di “Telecom” è uno il quale legge i giornali. Che gli stessero togliendo il terreno sotto i piedi, altrimenti, lo avrebbe magari saputo dalla sua “colf” a ore. Ma l’Italia può continuare ad avere “manager” così e, oltretutto, a permettere che guadagnino perfino compensi milionari? Farsa, intanto, continua. Perché, mentre il “premier” Enrico Letta continua a girare il mondo per cercare di convincere imprenditori stranieri a venire ad investire in Italia, sempre più numerosi imprenditori stranieri continuano a portare via, all’Italia, aziende anche prestigiose. Farsa continua, sì.


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