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Il Sunia con i sindaci per togliere l’Imu sulle case popolari

Ed applicare l'aliquota minima per gli affitti concordati

"L’appello partito dal Sindaco di Bologna e raccolto dai Sindaci di Roma, Milano, Bari, Firenze, Napoli, Cagliari, Torino, Trieste, Venezia, – dichiara Daniele Barbieri Segretario generale del Sunia – accoglie e rilancia una richiesta avanzata dal nostro e dagli altri Sindacati inquilini al momento del varo della nuova normativa in materia di immobili.
150 milioni di euro, tanto vale questa proposta per i gestori di edilizia pubblica, che verrebbero sottratti ad una indispensabile manutenzione di un patrimonio immobiliare in buona parte degradato. Ma, insieme a questa misura, va introdotta la possibilità per i Comuni di applicare l’aliquota minima dell’IMU agli appartamenti affittati a canale concordato con l’eliminazione della quota riservata allo Stato come previsto per la prima casa.
Le recenti misure fiscali sugli immobili rischiano, infatti, di cancellare, invece di rilanciare, l’unico modo per tentare di governare una dinamica degli affitti che ha prodotto oltre 250.000 sfratti per morosità negli ultimi cinque anni. La cedolare secca prima e l’IMU adesso, hanno ridotto in maniera pesante il vantaggio ad utilizzare una modalità contrattuale, quella concordata, con affitti più contenuti e trasparenti rispetto al contratto cosiddetto libero. Questo, se non si interviene, comporterà un progressivo abbandono di questa tipologia ed il conseguente ulteriore aumento degli affitti e della trasparenza contrattuale.
Il Sunia fa appello al Parlamento affinché introduca nel “decreto semplificazioni” queste indispensabili modifiche necessarie a non aggravare ulteriormente la situazione abitativa del Paese".

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