Il teatro dell’Opera di Roma sciopera per il commissariamento

Dal 24 marzo sospesa tutta la programmazione
di Sara Stefanini - 6 Aprile 2009

"Decisione sofferta ma necessitata proprio dall’esigenza di salvare la stagione in corso. C’è un cartellone che merita attenzione, come sottolineato dalle stesse maestranze, che in una situazione di difficoltà come quella in cui versa il Teatro in questo momento può essere salvato proprio con un intervento autorevole". Lo afferma il sen. Mauro Cutrufo, vicesindaco di Roma, in merito al commissariamento del Teatro dell’opera di Roma.

Il ministero per i beni e le attività culturali ha, infatti, avviato le procedure per il commissariamento della fondazione a causa del bilancio negativo preventivato per la stagione 2009 ma si ipotizza la reggenza Alemanno-Muti e la nomina a sovrintendente di Maurizio Pietrantonio. Gianni Alemanno, infatti, si era proposto per prendere le redini della Fondazione operistica in collaborazione con il maestro Riccardo Muti, consulente musicale.

Per far fronte a questo problema, i sindacati hanno indetto uno sciopero dal 24 marzo in poi. È subito sorto un dibattito perché lo sciopero sospenderebbe le rappresentazioni dell’Iphigénie di Muti. Gli organizzatori dello sciopero assicurano che non hanno nulla contro il grande maestro, il quale dà continuamente un grande contributo in campo lirico.

La crisi economica mondiale si fa sentire anche sul campo culturale e teatrale, dunque. I sindacati e i dipendenti sperano in una rinuncia al commissariamento dato che questo significherebbe un taglio netto dei posti di lavoro. Si spera in una risoluzione più vantaggiosa non solo per lo Stato ma anche per il teatro dell’Opera di Roma, il quale ormai rappresenta l’emblema della cultura teatrale nella Capitale.


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