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Il Teatro Quirino cambia rotta: salta l’acquisto da parte della società di gestione

Sembrerebbe che nonostante la società abbia in gestione la struttura fino al 2031, la proprietà lo abbia dato in gestione a altri

Il sipario non cala ancora sulla lunga e controversa vicenda del Teatro Quirino Vittorio Gassman. La società che da anni gestisce la storica sala romana, la Quirino Srl guidata da Rosario Coppolino, ha annunciato ufficialmente di non aver potuto procedere all’acquisto dell’immobile, pur avendo esercitato nei termini il diritto di prelazione.

Il 26 maggio la nostra società non ha potuto concludere l’atto di compravenditaspiega Coppolino in una nota ripresa da Ansanonostante avessimo seguito ogni procedura corretta, come annunciato anche durante la conferenza stampa della prossima stagione teatrale”. A complicare la situazione, secondo quanto riferisce la stessa Quirino Srl, un comportamento ritenuto “contraddittorio e ostile” da parte della proprietà, che avrebbe nel frattempo concesso l’immobile in comodato d’uso a una nuova realtà, la United Artists, con un contratto firmato lo scorso 5 febbraio.

Un contratto che fa discutere

Il nodo centrale della disputa riguarda proprio questo contratto. Secondo Coppolino, la concessione alla United Artists risulterebbe in contrasto con l’esistenza di un regolare contratto di locazione in essere tra la Quirino Srl e il proprietario dell’immobile – Invimit, società pubblica incaricata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Alla luce di queste anomaliecontinua la nota abbiamo presentato un’istanza di accesso agli atti alla Direzione generale dello Spettacolo, per fare piena luce sulle procedure seguite”.

In campo, dunque, ci sono azioni legali in sede civile e un esposto alla Procura della Repubblica. La Quirino Srl rivendica inoltre il diritto a restare nella gestione del teatro fino alla scadenza del contratto, prevista per settembre 2031, respingendo ogni ipotesi di risoluzione anticipata.

La replica di Invimit: “Inadempienti e morosi”

Dura la controreplica da parte di Invimit, la società del Mef che controlla il fondo proprietario dell’immobile. In una nota, la Sgr precisa che il 28 maggio è stato stipulato l’atto di compravendita con la United Artists, dando seguito a un preliminare siglato il 5 febbraio.

L’acquisto, però, è sospeso per 60 giorni in attesa dell’eventuale esercizio della prelazione da parte del Ministero della Cultura, vista la natura culturale e storica dell’immobile.

Invimit chiarisce poi che Quirino Srl aveva confermato l’intenzione di acquistare l’immobile, fissando per il 26 maggio l’incontro notarile. Tuttavia, poco più di un’ora prima, è arrivata la comunicazione che la società non poteva adempiere agli obblighi assunti, citando l’impossibilità di ottenere finanziamenti.

Non solo: secondo la Sgr, la Quirino Srl sarebbe morosa nel pagamento dei canoni di affitto – per cui è stato emesso un decreto ingiuntivo esecutivo dal Tribunale di Roma – e avrebbe modificato la destinazione d’uso di parte del teatro subaffittandolo, senza autorizzazione. “Inadempienze gravi – conclude Invimit – che hanno determinato la risoluzione del contratto, formalmente notificata e mai contestata”.

Il futuro del Teatro Quirino

Mentre la stagione teatrale 2025/2026 è già stata annunciata, la sorte del Quirino resta sospesa tra acquisti mancati, prelazioni culturali, accuse reciproche e battaglie legali imminenti.

Un intreccio di cultura, politica, giurisprudenza e finanza che rischia di tenere in ostaggio uno dei teatri più importanti della Capitale.

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