Il Vizietto con Massimo Ghini e Cesare Bocci

Il musical nato da un film della grande stagione degli anni sarà in scena al Sistina fino al 18 dicembre 2011

“Noi siamo così” è il pezzo di apertura de “Il Vizietto – La Cage aux folles” con Massimo Ghini, Cesare Bocci e un cast sui tacchi a spillo di oltre 20 artisti, un musical firmato Massimo Romeo Piparo.
Il musical nato da un film della grande stagione degli anni 70, portato in scena per la prima volata nel 1983, nel 2009 a Brodway ha vinto l’oscar dei revival.

La vicenda è incentrata sulla coppia sentimentale formata da Albin/Zaza (interpretato da Massimo Ghini) e Renato interpretato da Cesare Bocci che gestisce uno sfavillante locale per travestiti a Saint Tropez, dove Albin si esibisce come Drag Queen con il nome d’arte di Zazà. La tranquillità della coppia viene turbata da un evento inaspettato e da quel momento hanno inizio una serie di equivoci che si concluderanno con un inatteso finale a sorpresa.

L’orchestra è dal vivo, le fantastiche coreografie di Bill Goodson scateneranno una schiera di sorprendenti Cagelles e di temibili Drag Queen. I costumi sono di Nicoletta Ercole.
Il musical sarà in scena al Sistina fino al 18 dicembre 2011 per proseguire nei più importanti teatri italiani.

Massimo Ghini ha dichiarato che per lui, la Cage aux folles è una gabbia di matti. Albin è un personaggio sopra le righe, un uomo che afferma “Io sono quel che sono” e lo vuole gridare al mondo. L’interpretazione dei ruoli si è invertita. Molti si sarebbero aspettati Bocci nel ruolo femminile che nel film era interpretato da Michel Serrault, invece ha il ruolo che fu di Ugo Tognazzi. Il testo non è stato cambiato, il tema dell’omosessualità nel 1978, in Francia era già attuale, in Italia invece non si affrontava affatto.

La struttura della commedia musicale ha dei momenti di grande emozione. Il segnale arriva ed è forte. La risata porta a riflettere anche sul tema che è tosto. La vergogna del figlio a mostrare i genitori che gli hanno fatto da padre e da madre pur essendo omosessuali. Una madre nel corpo di un uomo può essere comunque un’ottima madre e infondere tanto amore.
Il grande romanticismo fa emergere la grande sofferenza di Renato. Quando un cuore batte, non importa quale sia l’involucro che lo contiene. Maschio, femmina, etero, omo, il cuore batte lo stesso.

A chiunque attacchi gli omosessuali, gli omosessuali rispondono con la parola Amore.
 

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