

Giovannetti: un vero decentramento passa per l’autonomia di Bilancio
Egr. direttore,
continuo, con piacere, a scorrere le pagine del suo giornale, un’abitudine mai persa, iniziata fin dai primi numeri.
Come consigliere e come Presidente, mi sono spesso con Lei confrontato e dialetticamente scontrato, un confronto spesso stimolo per tante iniziative a favore di questa nostra parte di città.
In questi ultimi tempi, proprio leggendo gli articoli concernenti il territorio del VII, firmati da alcuni consiglieri, avrei voluto scrivervi, la tentazione è stata forte, ma per evitare di cadere in una sterile polemica mi sono astenuto dal farlo.
Chiedo scusa agli autori, ma ho trovato in diversi articoli tanta faziosità; si leggono ancora diatribe puerili sulla primogenitura di alcune iniziative che oltretutto dovrebbero essere ormai scontate.
Quanti consigli (ieri circoscrizionali oggi municipali) si sono svolti in questi anni, discussioni sempre degli stessi argomenti, Ordini del Giorno, che non si sa in quale cestino vanno a finire, che continuano a ripetersi nel tempo.
Si continua a parlare di Vigile di quartiere, alberi da potare, erba da tagliare, Tav, nomadi, ore di discussione che non portano a nulla.
Spesso si discute per ore solo per modificare qualche parola poco digeribile per la parte politica avversa a quella proponente, che pur condividendo l’argomentazione trattata non può approvarla per principio.
Mentre si chiacchiera, parafrasando una frase del passato, “Roma brucia, mentre qui si passa il tempo in altra sede si decide l’assetto territoriale della città, le linee programmatiche, i bilanci.
Questa volta, caro direttore, mi sono lasciato coinvolgere, parlare di Decentramento, stimola la mia attenzione essendo, questo, un tema a me cara.
Da sempre ho ritenuto indispensabile il raggiungimento di un vero Decentramento e sono sempre più convinto, come allora che questo sarà attuato solo se le forze politiche territoriali si uniranno per formare il “partito del decentramento” suonando all’unisono la stessa richiesta andando oltre la propria appartenenza. Coloro che muovono i fili non hanno interesse ad attuare un reale decentramento, continuano ad emanare normative nebulose che altro non fanno che complicare la reale applicazione.
Decentramento non è garantire uno stipendio ai consiglieri municipali, o garantire la poltrona a qualche illustre membro che fa parte “dell’apparato” e ha dovuto accontentarsi non avendo avuto attribuito un posto a livelli superiori. La poltrona di Presidente o di “Assessore municipale“ con stipendio emanato in modo proporzionale a quello comunale non significa aver realizzato il decentramento bensì aver moltiplicato gli sprechi che tutti pagano.
I Presidenti, gli Assessori e tutto il personale amministrativo a loro attribuito con tutti i supporti tecnici vari, e i Consiglieri cosa fanno? I tempi e i modi per la realizzazione della nuova Prenestina sono decisi dal Comune, così pure la pista ciclabile al centro di Palmiro Togliatti, i Centri Commerciali, Le aree da destinare all’edilizia (vedi parco di Tor Tre Teste), quali case popolari ristrutturare e l’elenco potrebbe continuare.
I municipi hanno solo la possibilità di esprimere pareri non vincolanti e di esempi ne possiamo fare molti. In municipio ci si accapiglia per decidere se l’ordine del giorno sul vigile di Quartiere è più bello quello presentato dalla destra o quello della sinistra, al centro si decide il percorso della pista ciclabile in mezzo a Palmiro Togliatti, persino nei dettagli come la posizione delle panchine (oltretutto sbagliato, tanto è vero che sono poste a bloccare il passaggio delle bici, forse per costringere il ciclista a fermarsi ad ossigenare i polmoni nel caos che si è provocato con il restringimento delle carreggiate).
Inutili sono le lamentele dei consiglieri, con alcuni dei quali, ancora presenti, ho condiviso qualche consigliatura, incontrandomi sottolineano il fallimento del decentramento, rimarcando di essere fermi ancora alle poche cose fatte insieme.
Un vero decentramento passa per l’autonomia di Bilancio, se non si può programmare e decidere sul territorio è meglio eliminare questi sprechi.
Il ruolo del Consiglio Municipale se rimane quello attuale, si può sostituire con dirigenti chiamati a far attuare i programmi decisi su qualche tavolo del centro, secondo schemi elettorali più che per risposta alle vere esigenze del territorio.
Per il loro controllo non servono 25 consiglieri, Assessori e quant’altro; un grosso Apparato che rappresenta solo un costo inutile per la collettività. Credere nella validità del Decentramento significa mettere insieme tutte quelle iniziative atte a rivendicarne l’attuazione anche a costo di rinunciare alle poltrone acquisite. La conquista del decentramento rappresenta la vera sfida per far riconquistare credibilità nei confronti della Politica da parte della gente comune.
Pensiamo a riconquistare la gente, rendendola partecipe della gestione per il bene comune evitiamo di mettere in piedi campagne elettorali, spendendo cifre altissime solo per conquistare un posto in Municipio. Qualcuno obietterà che quanto affermato è utopia, sicuramente, quel qualcuno fa parte di quelli che spendono per la poltrona più che mettersi a disposizione per offrire un servizio, … il servizio della “POLITICA”.
Giovanni Giovannetti
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