Incontro al Ministero dei Trasporti sull’aeroporto Pastine di Ciampino

Denunciati dalla Questura i rappresentanti dei cittadini per l’assemblea del 10 marzo

‘’Siamo dalla vostra parte e stiamo lavorando per risolvere il problema di Ciampino’’. ‘’Trovarsi dall’altra parte del tavolo è puramente formale, noi non ci sentiamo la vostra controparte’’. E poi ‘’in questi mesi il nostro Ministero ha fatto, sull’aeroporto di Ciampino, più di quanto non abbia fatto il precedente governo negli ultimi 5 anni’’. Così ha esordito il dott. Landi capo dei consiglieri del ministro dei Trasporti Bianchi nell’incontro avuto con i rappresentanti della rete dei cittadini, comitati e associazioni contro l’impatto ambientale dell’aeroporto ‘’Pastine’’.

All’incontro erano presenti anche il dott. Dini (consigliere del ministro per le politiche sociali), l’on. Guidoni parlamentare europeo, e la consigliera regionale Grosso ambedue del PdCI, il partito di riferimento del ministro Bianchi. Dall’altra parte del tavolo insieme al Presidente del comitato di Ciampino i rappresentanti di Marino e S. Maria delle Mole: Campanale, Brancati e la dott.ssa Crinella; del X Municipio: Adami, Scanu, Nicosia, il vostro cronista, e Parlati di Legambiente.

Discussione intensa e tesa. Partono i rappresentanti dei cittadini mettendo in evidenza due cose: la rabbia della popolazione per le promesse fatte ad ottobre 2006 da Veltroni, Marrazzo e Gasbarra sulla diminuzione dei voli contraddetta dall’incredibile aumento, annunciato a gennaio, di 80 nuove rotte low cost alla settimana; i dati sanitari di Ciampino, alcuni tratti dall’Istat, esposti in maniera circostanziata dalla dott.ssa Crinella indicanti l’aumento durante gli anni del boom aeroportuale di malattie cancerogene, asmatiche, che colpiscono soprattutto i bambini, e cardiovascolari. Da qui la richiesta di mantenere fede agli impegni assunti per riportare il ‘’Pastine’’ ai livelli di traffico del 2001 (700 mila passeggeri e non i 5 milioni di oggi) cominciando subito a diminuire i voli.

Il dott. Landi ci tiene a dire che per il Ministero il problema non è il se ma il come e il quando ricondurre l’aeroporto ad una attività sostenibile e compatibile con la salute dei cittadini. Si produce anche in una spericolata perorazione per assicurare che questa è anche la volontà del Sindaco Veltroni. La performance è accolta con ampio scetticismo dai rappresentanti dei cittadini che hanno verificato, durante le estenuanti riunioni del tavolo tecnico, come il rappresentante del Campidoglio delegato dal Sindaco pencolasse verso l’Enac che a sua volta non solo pencolava ma tendeva proprio a distendersi verso gli interessi delle compagnie low cost, in particolare Ryanair, non disponibili a rinunciare ad uno scalo a pochi kilometri dal Colosseo.

Poi il dott. Landi sintetizza i risultati del tavolo organizzato il 20 marzo dalla Regione Lazio con Governo, Provincia e comuni di Roma e Ciampino. Sono stati creati due gruppi di lavoro.
Il primo presieduto da lui stesso dovrà entro un mese provare a trasferire un certo numero di voli da Ciampino. Voli commerciali, executive e di altro tipo che non saranno ovviamente rimpiazzati. Si punta al 30%. Lavoro improbo, dice il consigliere capo, visti i ridottissimi poteri di cui dispone il governo, anche a causa di normative europee, nei confronti delle compagnie aeree. I
l secondo gruppo di lavoro invece dovrà, sempre entro 30 giorni, individuare un sito nella Regione dove realizzare entro 2-3 anni un aeroporto per i voli low cost liberando così Ciampino. Terzo provvedimento che il ministro sta preparando è un disegno di legge che riclassifica tutti i 75 aeroporti italiani; e il ‘’Pastine’’ non sarà tra quelli commerciali.
Questi gli impegni a breve del Ministero.

L’on. Guidoni, che in quanto ex astronauta di volo se ne intende, informa i convenuti che la questione dell’inquinamento da traffico aereo è ormai all’attenzione del parlamento europeo.
Mentre la consigliera Grosso propone di presentare un ordine del giorno in Regione, Provincia e Campidoglio con i nuovi dati dell’osservatorio epidemiologico regionale che sono attesi fra pochi giorni.

La cosa che più colpisce da questi incontri con le autorità governative è se non l’impotenza certo la limitatezza dei poteri di cui dispone lo Stato nei confronti dello strapotere delle compagnie aeree. E l’assoluta inadeguatezza, per non dire altro, di Enac che le suddette compagnie dovrebbe controllare e regolare.

Dopo la conclusione dell’incontro è arrivata la notizia della denuncia per ‘’manifestazione non autorizzata’’ dei rappresentanti dei cittadini che avevano promosso l’assemblea pubblica del 10 marzo, peraltro regolarmente autorizzata dopo un lungo tira e molla, davanti all’ingresso dell’aeroporto.
Un fatto che aggrava una tensione già alta nel movimento della popolazione. Da una parte si denunciano i cittadini che stanno protestando contro un aeroporto ‘’fuorilegge’’ mentre non si sono mai perseguiti i responsabili che hanno fatto crescere senza controlli e senza regole uno scalo che sta avvelenando le persone. Tutto ciò la dice lunga sulla natura del nostro Stato che continua ad essere ‘’forte con i deboli e debole con i forti’’. Ma il movimento non sarà fermato da queste sciocche e inutili provocazioni.

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